|
Insegnamento
|
CFU
|
SSD
|
Ore Lezione
|
Ore Eserc.
|
Ore Lab
|
Ore Studio
|
Attività
|
Lingua
|
|
21001990 -
LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA 1
(obiettivi)
Il corso, organizzato in una annualità, intende, nel primo semestre, stimolare lo studente allo studio dell’architettura come momento di acquisizione critica, mettendolo nella condizione di cogliere la natura originaria ed essenziale dei principi costituenti il fare architettonico e di risalire dalla complessità del fenomeno verso l’essenzialità archetipica degli elementi di base.
|
|
|
21001990-1 -
PARTE INTRODUTTIVA
(obiettivi)
Prima fase Il corso, organizzato in una annualità, intende dapprima, nel primo semestre, stimolare lo studente allo studio dell'architettura (all'osservazione critica, scoprendo la natura tecnica, utilitaristica ed estetica dei fenomeni) mettendolo, al di là delle connotazioni linguistiche e delle molteplici configurazioni, nella condizione di cogliere la natura originaria ed essenziale dei principi costituenti, delle regole prime, di quell'eterno presente che costituisce il fare architettonico: risalire dalla complessità del fenomeno verso l'essenzialità archetipica degli elementi di base.
Canale: CANALE I
-
DALL'OLIO LORENZO
( programma)
Obiettivo del Corso è quello di avviare gli studenti verso una prima compiuta esperienza progettuale incentrata sul tema dell’abitare individuale in un contesto isolato. Il tema della casa, vicino all’esperienza diretta di ogni individuo, è ritenuto quello più adatto per permettere allo studente del primo anno di avvicinarsi al mondo dell’architettura come soggetto attivo, riuscendo a cogliere l’essenza e i significati più profondi che sostanziano l’atto di costruire uno spazio di vita e di relazioni interpersonali. Un tema apparentemente semplice, se non altro per le dimensioni e l’articolazione degli spazi, in cui però si manifesta, senza alcun tipo di riduzione, tutta la complessità concettuale, tecnica e metodologica tipica di qualsiasi progetto di architettura. La familiarità col tema favorirà lo svilupparsi di una corretta sensibilità verso le tematiche centrali e fondative della disciplina: la misura degli ambienti in rapporto all’uomo e alle sue esigenze, la relazione che si instaura tra le parti e il tutto, il rapporto tra forma e struttura e tra forma e materiale, lo spazio e la luce, la dialettica tra interno ed esterno e il dialogo dell’organismo con il contesto naturale e culturale in cui è calato. PREREQUISITI La collocazione al primo anno non richiede particolari requisiti. CONTENUTI Il Laboratorio di Progettazione architettonica I è il primo tassello di una formazione lunga e complessa che ha bisogno dei giusti tempi e della giusta gradualità; questa è assicurata dallo sviluppo annuale del corso e dalla sua distinzione in due parti distinte. Il primo semestre, tramite lezioni teoriche ed esercitazioni mirate, sarà finalizzato, da un lato, all’acquisizione da parte dello studente degli strumenti critici per comprendere la complessità del prodotto di architettura e l’articolazione del pensiero che sta dietro qualsiasi manufatto, dall’altro, alla messa a punto delle metodologie operative necessarie per affrontare il tema d’anno e per tradurre l’idea architettonica in un prodotto compiuto e comunicabile. Il secondo semestre sarà dedicato allo svolgimento del progetto e, naturalmente, all’arricchimento del bagaglio culturale di riferimento sui temi coerenti con l’esercizio richiesto. METODO DIDATTICO Nella convinzione che non esista un unico percorso di avvicinamento al progetto di architettura, si tenterà di fornire più punti di vista, sollecitando lo studente a sperimentare diversi approcci. Il metodo didattico è quello “maieutico”, che punta, attraverso il fare e il ragionare, a far emergere nello studente la propria identità di architetto. VERIFICA DELL’APPRENDIMENTO Il corso prevede una costante verifica delle attività svolte dallo studente durante l’intero sviluppo del corso. In particolare, al termine del primo semestre, sarà effettuata una valutazione delle esercitazioni svolte, valutazione che costituirà idoneità alla prosecuzione del Laboratorio (eventuali carenze verranno segnalate a dovranno essere colmate durante il secondo semestre). L’esame finale consisterà nella presentazione, discussione e valutazione del progetto sviluppato nel secondo semestre, delle esercitazioni svolte nella prima parte del corso e dei contenuti teorici trattati durante l’anno.
( testi)
I testi saranno forniti durante il corso
Canale: CANALE II
-
BURRASCANO MARCO
( programma)
Si tratta di un laboratorio annuale di progettazione architettonica, con 14 crediti, 12 di composizione e progettazione architettonica e urbana e 2 di strutture.
Nel primo semestre l’impegno è di 50 ore, dedicate a lezioni frontali, visite di architetture e esercitazioni pratiche di costruzione di modelli, disegno e progettazione. Nel secondo semestre l’impegno è di 100 ore e si affronta il tema progettuale, relativo a una residenza per cinque artisti borsisti per i quali progettare una residenza che proponga un modo di abitare specifico per questa piccola comunità temporanea, il soggiorno degli artisti è di sei mesi. L’area di progetto è un terreno agricolo nell’alto Lazio, nei pressi del piccolo paese di Chia in provincia di Viterbo, nei pressi di alcuni importanti presenze storiche e naturali. L’obiettivo è quello di creare un racconto e dei riferimenti intorno al tema di progetto, in modo che lo studente possa elaborare una proposta specifica e frutto delle sue suggestioni piuttosto che una soluzione neutra e impersonale. Questo nella convinzione che l’apprendimento è maggiore se accompagnato da una personale e interpretativa idea di lavoro.
I contenuti del corso sono proposti e verificati attraverso lezioni frontali, esercitazioni, visite didattiche,revisioni individuali e collettive. Il voto finale di esame tiene conto di tutte le attività svolte dallo studente durante l’anno, la qualità del progetto finale è ovviamente determinante nell’attribuzione del voto stesso. Tutta l’elaborazione dei lavori avviene a mano, non è consentito l’uso del C.a.d.
Esercitazioni
1-Topografia (individuale) Esercizio con curve di livello da svolgere tramite modello, viene assegnato un volume edilizio di dimensioni date che deve essere alloggiato sul suolo mediante la creazione di uno scavo, o di un podio tramite riporto di terra e realizzare un percorso di accesso. Scala 1:250 Area di intervento 75m x 50m, dislivello 10 m, realizzando le curve con cartoncino dal 1mm (4 curve per un metro di dislivello) servono 40 curve per assorbire la differenza di quota. Il volume da inserire è un generico volume residenziale di 5 m per 10 m, che può essere inserito come da esempi mostrati, incassandolo nel terreno, realizzando un podio, sollevandolo su pilotis, oppure adottando soluzioni ibride.
2-Ridisegno e ricostruzione di un’architettura (gruppo 3 persone) Analisi, disegno tecnico e realizzazione di un modello in scala 1:100 o 1:50 delle seguenti residenze:
Utzon, Can Lis Maiorca Le corbusier, villa Sarabhai, Umberto Riva, casa De Palma 1, Stintino, 1960 Mario Botta, casa Bianchi, Riva San Vitale Louis Kahn, casa Fisher Louis Kahn, casa Esherick Adolf Loos, casa Muller Mies Van der rohe, casa Tugendhat Tadao Ando, casa Koshino, Ashiya-shi, Giappone, 1984 Alberto Ponis, casa nella piana di Costa Paradiso, Sardegna, 1972 Alison e Peter Smithson, Upper Lawn cottage, Inghilterra, 1962 Alvar Aalto, casa-studio a Muuratsalo, Finlandia, 1953 Paulo Mendes da Rocha, Casa Mendes da Rocha, Butantã, San Paolo, Brasile, 1966 João Batista Vilanova Artigas, Casa Vilanova Artigas, San Paolo, Brasile, 1949 Glenn Murcutt, Casa a Blue Mountains, Nuovo Galles del sud, Australia, 1994 Gordon Bunshaft, Travertine House, East Hampton, New York, USA, 1963
3-Sistema costruttivo (individuale) Progetto di un piccolo rifugio, massimo 20 mq, in un luogo a piacere, caro e ben noto al progettista, utilizzando un unico sistema costruttivo a scelta tra: calcestruzzo armato, laterizio, pietra, legno, acciaio. Modello in scala 1:50, piante e sezioni in scala 1:50
4-Schizzi e rilievo dal vero antropometrico (individuale in viaggio) Riportare su un quaderno da disegno A5 schizzi di viaggio, prospettive, piante, sezioni, prospetti, assonometrie, con particolare attenzione alle proporzioni degli spazi e degli elementi architettonici rappresentati. Quaderno da consegnare.
( testi)
Bibliografia generale
G. Fanelli, R. Gargiani, Il principio del rivestimento, Bari, 1994 L. Mies Van Der Rohe, Gli scritti e le parole, Milano 2010 F. Venezia, Che cos’è l’architettura, Milano, 2011 J. Utzon, Idee di architettura. Scritti e conversazioni, Milano 2011 P. Zumthor, Pensare Architettura, Milano 2003 P. Zumthor, Atmosfere. Ambienti architettonici. Le cose che ci circondano, Milano, 2007 K. Frampton, Tettonica e architettura. Milano, 2000 B. Rudofsky, Architecture without architects, a short introduction to non-pedigreed architecture, New York, 1964, H. Hertzberger, Lessons for students in architecture, Rotterdam, 1991 L. Quaroni, Progettare un edificio, otto lezioni di architettura, Roma 1977 Le Corbusier, Verso un architettura, Milano 1973
Manuali
A. Desplazes, Constructing architecture, materials processes structures, a handbook, Basel, 2005 E. Neufert, Enciclopedia pratica per progettare e costruire, F. Cellini, Manualetto, Norme tecniche, costruttive e grafiche per lo svolgimento di una esercitazione progettuale sul tema della casa unifamiliare, Palermo, 1991 A.Zimmermann, Constructing landscape : materials, techniques, structural components Basel, 2011
Canale: CANALE III
-
FARINA MILENA
( programma)
Il programma del primo semestre è articolato in una serie di lezioni teoriche ed esercitazioni individuali finalizzate all’acquisizione da parte dello studente degli strumenti essenziali per affrontare il progetto architettonico nella sua complessità, a partire dall’esercizio progettuale previsto nel secondo semestre. Nelle lezioni si affronteranno i temi fondativi del fare architettura: il rapporto tra sistemi costruttivi e figure architettoniche; il rapporto tra sistemi costruttivi e forme spaziali; i principi compositivi che governano le relazioni tra figure e oggetti; le misure e le proporzioni che danno carattere alle figure e agli spazi; il rapporto con il luogo e i modelli insediativi. Le lezioni illustreranno questi temi anche attraverso l’analisi critica di alcune opere tratte dalla storia dell’architettura, rappresentative di alcuni archetipi e della loro evoluzione e ibridazione. Particolare attenzione sarà dedicata alla formazione della cultura figurativa necessaria a guidare le scelte progettuali, in modo da sviluppare nello studente la capacità di gestire la complessità del progetto secondo una consapevole intenzionalità estetica e spaziale. Per sviluppare tale sensibilità saranno proposti alcuni esercizi di composizione, con figure e oggetti da mettere in relazione formando un insieme compiuto e dotato di senso. Le esercitazioni proposte durante il semestre stimoleranno lo studente a tradurre immediatamente in pratica progettuale le nozioni teoriche acquisite nel corso delle lezioni.
( testi)
Leonardo Benevolo, Benno Albrecht, Le origini dell'architettura, Laterza, Roma-Bari 2001 Ludovico Quaroni, Progettare un edificio, otto lezioni di architettura (1977), Kappa, Roma 2001
|
4
|
ICAR/14
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative caratterizzanti
|
ITA |
|
21001990-3 -
STRUTTURA E ARCHITETTURA I
(obiettivi)
L’obiettivo di questo insegnamento sarà perseguito utilizzando modelli meccanici elementari anche di carattere empirico o sperimentale ma sempre rigorosamente aderenti ai paradigmi scientifici della meccanica delle strutture contemporanea.
Canale: CANALE I
-
FORMICA GIOVANNI
( programma)
i. Introduzione agli elementi di base della concezione strutturale. ii. Presentazione non formalizzata dei fondamenti della statica. iii. Aspetti essenziali del comportamento dei diversi tipi di elemento strutturale e del loro assemblaggio, e la conseguente riposta strutturale globale. iv. Alcuni esempi di scelte progettuali, sia strutturali che architettoniche, con una particolare attenzione sull’uso dei diversi materiali costruttivi.
( testi)
Daniel L. Schodek, Strutture, Pàtron Editore, 2008. Appunti forniti dal docente.
Canale: CANALE II
-
NUTI CAMILLO
( programma)
Il modulo intende illustrare in modo semplice, ma senza rinunciare al rigore di un corso universitario, quali sono gli obiettivi della progettazione delle strutture nell’ambito di un più completo percorso della progettazione di un’opera civile. La progettazione è sempre una attività dalle mille sfaccettature. Nel caso degli aspetti strutturali essa intende ad assolvere al compito, nell’ambito dei più generali obbiettivi di un progetto, di garantire il trasferimento delle azioni: quali i pesi propri le azioni dovute ad eventi naturali esterni quali vento, terremoti ad altre ancora, sino alle fondazioni, viste come il collegamento tra le opere da realizzare ed il terreno. Il corso intende chiarire agli allievi la differenza tra il problema reale da risolvere, quello di realizzare la struttura, e gli strumenti con cui affrontiamo e risolviamo il processo progettuale. Nel caso della progettazione strutturale occorre essenzialmente garantire due questioni fondamentali: la sicurezza e la funzionalità dell’opera, tuttavia questo va fatto nel rispetto di altri vincoli imposti al progetto da esigenze di carattere sociale, funzionale, estetico, economico e molte altre che concorrono a determinarne il giudizio sulla sostenibilità dell’opera stessa,. Vengono illustrate alcune opere esistenti. Si individua la struttura delle stesse. Si illustra come essa funziona. Si danno prime indicazione sul possibili modelli di interpretazione del comportamento fisico. Si coglie così l’occasione per individuare possibili scelte alternative. Si forniscono prime definizione dei principali elementi strutturali in cui è possibile scomporre la struttura per semplificarne la concezione progettuale. Si tratta quindi della struttura nel suo insieme, dei singoli elementi quali travi pilastri setti scale ed altri ancora. Si illustra infine il concetto di dimensione che rappresenta un aspetto fondamentale del progetto, e della scelta dei materiali da costruzione. Viene infine chiarita la rappresentatività di modelli in scala delle opere da realizzare.
( testi)
Il corso fa riferimento al materiale didattico distribuito nel corso dal docente.
Canale: CANALE III
-
SALERNO GINEVRA
( programma)
Cenni su i fondamenti della meccanica del punto elementare. Concetto di forza. Corpo rigido. Concetto di momento di forze. Cenni di meccanica dei materiali strutturali ( acciao, cemento armato, legno, vetro): tensione, deformazione, moduli elastici. Storia del pensiero scientifico in relazione ai modelli di trave. Travi deformabili: sforzo normale e flessione. Strutture intelaiate in 2D. Organizzazione spaziale di un edificio a telai piani. Travature reticolari. Strutture curve piane e spaziali. Esempi strutturali di costruzioni di rilevante interesse architettonico.
( testi)
dispense del corso
|
1
|
ICAR/08
|
12,5
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative caratterizzanti
|
ITA |
|
21001990-4 -
STRUTTURA E ARCHITETTURA II
(obiettivi)
L’obiettivo di questo insegnamento sarà perseguito utilizzando modelli meccanici elementari anche di carattere empirico o sperimentale ma sempre rigorosamente aderenti ai paradigmi scientifici della meccanica delle strutture contemporanea.
Canale: CANALE I
-
FORMICA GIOVANNI
( programma)
i. Introduzione agli elementi di base della concezione strutturale. ii. Presentazione intuitiva dei fondamenti della statica. iii. Aspetti essenziali del comportamento dei diversi tipi di elemento strutturale e del loro assemblaggio, e la conseguente riposta strutturale globale. iv. Alcuni esempi di scelte progettuali, sia strutturali che architettoniche, con una particolare attenzione sull’uso dei diversi materiali costruttivi.
( testi)
Daniel L. Schodek, Strutture, Pàtron Editore, 2008. Appunti forniti dal docente.
Canale: CANALE II
-
NUTI CAMILLO
( programma)
Il modulo intende illustrare in modo semplice, ma senza rinunciare al rigore di un corso universitario, quali sono gli obiettivi della progettazione delle strutture nell’ambito di un più completo percorso della progettazione di un’opera civile. La progettazione è sempre una attività dalle mille sfaccettature. Nel caso degli aspetti strutturali essa intende ad assolvere al compito, nell’ambito dei più generali obbiettivi di un progetto, di garantire il trasferimento delle azioni: quali i pesi propri le azioni dovute ad eventi naturali esterni quali vento, terremoti ad altre ancora, sino alle fondazioni, viste come il collegamento tra le opere da realizzare ed il terreno. Il corso intende chiarire agli allievi la differenza tra il problema reale da risolvere, quello di realizzare la struttura, e gli strumenti con cui affrontiamo e risolviamo il processo progettuale. Nel caso della progettazione strutturale occorre essenzialmente garantire due questioni fondamentali: la sicurezza e la funzionalità dell’opera, tuttavia questo va fatto nel rispetto di altri vincoli imposti al progetto da esigenze di carattere sociale, funzionale, estetico, economico e molte altre che concorrono a determinarne il giudizio sulla sostenibilità dell’opera stessa,. Vengono illustrate alcune opere esistenti. Si individua la struttura delle stesse. Si illustra come essa funziona. Si danno prime indicazione sul possibili modelli di interpretazione del comportamento fisico. Si coglie così l’occasione per individuare possibili scelte alternative. Si forniscono prime definizione dei principali elementi strutturali in cui è possibile scomporre la struttura per semplificarne la concezione progettuale. Si tratta quindi della struttura nel suo insieme, dei singoli elementi quali travi pilastri setti scale ed altri ancora. Si illustra infine il concetto di dimensione che rappresenta un aspetto fondamentale del progetto, e della scelta dei materiali da costruzione. Viene infine chiarita la rappresentatività di modelli in scala delle opere da realizzare.
( testi)
Il corso fa riferimento al materiale didattico distribuito nel corso dal docente.
Canale: CANALE III
-
SALERNO GINEVRA
( programma)
Cenni su i fondamenti della meccanica del punto elementare. Concetto di forza. Corpo rigido. Concetto di momento di forze. Cenni di meccanica dei materiali strutturali ( acciao, cemento armato, legno, vetro): tensione, deformazione, moduli elastici. Storia del pensiero scientifico in relazione ai modelli di trave. Travi deformabili: sforzo normale e flessione. Strutture intelaiate in 2D. Organizzazione spaziale di un edificio a telai piani. Travature reticolari. Strutture curve piane e spaziali. Esempi strutturali di costruzioni di rilevante interesse architettonico.
( testi)
dispense del corso
|
1
|
ICAR/09
|
12,5
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative caratterizzanti
|
ITA |
|
21001991 -
ISTITUZIONI DI MATEMATICHE 1
(obiettivi)
Fornire gli strumenti concettuali e metodologici per reperire l'informazione trasmessa dal linguaggio formalizzato e deduttivo proprio della matematica.
Fornire i fondamenti dell'analisi matematica e della geometria piana orientati verso la comprensione dei modelli fisico-matematici. Argomenti del corso sono: il calcolo differenziale ed integrale in una variabile; i relativi concetti, strumenti e istanze modellistiche; l'algebra lineare analizzata da un punto di vista geometrico; la teoria astratta e la sua interpretazione geometrica in due e tre dimensioni.
Argomenti del corso sono: il calcolo differenziale ed integrale in una variabile; i relativi concetti, strumenti e istanze modellistiche; l'algebra lineare analizzata da un punto di vista geometrico; la teoria astratta e la sua interpretazione geometrica in due e tre dimensioni.
Canale: CANALE I
-
FALCOLINI CORRADO
( programma)
Quantificatori. I numeri: naturali, interi, razionali, reali. Assiomi dei numeri reali. Coordinate cartesiane nel piano. Punti e vettori. Distanza: definizione formale. Valore assoluto. Densità di Q in R. Distanza nel piano. Equazione circonferenza Algebra lineare: somma di vettori, prodotto scalare. Equivalenza della formulazione geometrica e in coordinate Matrici 2x2. Matrici operazioni di somma e prodotto, determinante, rango di una matrice. Rappresentazione matriciale delle trasformazioni lineari: teorema di rappresentazione. Significato geometrico del determinante. Applicazioni alle trasformazioni, altre interpretazioni del determinante. Matrici di rotazione e omotetie. Equazione parametrica della retta. Condizioni di ortogonalità. Riflessione rispetto ad una retta. Introduzione alle funzioni. Grafici. Operazioni con i grafici, valore assoluto di un grafico. Esponenziale, logaritmo di una funzione di cui si sa il grafico. Insieme aperti e chiusi, punti di accumulazione, definizioni ed esempi. Definizione di limite. Operazioni con i limiti, esercizi su limite di quoziente di polinomi. Teorema del confronto. Limiti notevoli. Funzioni continue. Teoremi sulle funzioni continue. Asintoti. Derivate: definizione, significato geometrico. Operazioni: somma, prodotto, quoziente, prodotto per scalare. Tecniche di derivazione, derivate delle principali funzioni. Equazione della retta tangente in un punto al grafico. Derivata di una funzione composta e delle funzioni inverse. Punti stazionari. Teorema di Fermat. Teoremi di Rolle e Lagrange. Monotonia e segno della derivata prima. Derivate seconde, concavità, flessi. Studio completo di funzione. Teoremi di Cauchy e De l’Hopital. Problemi di ottimizzazione. Polinomio di Taylor. Formula del resto di Lagrange: calcolo esplicito nel caso n=2 e poi generalizzazione. Funzioni iperboliche, coniche come luoghi geometrici. Introduzione agli integrali: il problema del calcolo dell'area di una regione piana. Il teorema fondamentale del calcolo integrale, integrali definiti. Il teorema della media. Integrazione per parti e sostituzione. Integrazione delle funzioni razionali. Definizione di curva parametrica. Passaggio da parametrica a cartesiana Esempi: circonferenza cicloide, coniche. Vettore e versore tangente, vettore e versore normale. Lunghezza di una curva. Curvatura.
( testi)
G.B. THOMAS, R.L. FINNEY ELEMENTI DI ANALISI MATEMATICA E GEOMETRIA ANALITICA ED. ZANICHELLI
Bramanti, Pagani, Salsa “Analisi Matematica 1. Con elementi di geometria e algebra lineare”, Zanichelli
Naldi, Pareschi, Aletti “calcolo differenziale e algebra lineare”, Ed. Mc Graw-Hill
ROBERT A. ADAMS CALCOLO DIFFERENZIALE IED. CEA (CASA EDITRICE AMBROSIANA)
COURANT, ROBBINS "CHE COS' È LA MATEMATICA?" ED. BORINGHIERI
Canale: CANALE II
-
MAGRONE PAOLA
( programma)
Quantificatori. I numeri: naturali, interi, razionali, reali. Assiomi dei numeri reali. Coordinate cartesiane nel piano. Punti e vettori. Distanza: definizione formale. Valore assoluto. Densità di Q in R. Distanza nel piano. Equazione circonferenza Algebra lineare: somma di vettori, prodotto scalare. Equivalenza della formulazione geometrica e in coordinate Matrici 2x2. Matrici operazioni di somma e prodotto, determinante, rango di una matrice. Rappresentazione matriciale delle trasformazioni lineari: teorema di rappresentazione. Significato geometrico del determinante. Applicazioni alle trasformazioni, altre interpretazioni del determinante.
Matrici di rotazione e omotetie. Equazione parametrica della retta. Condizioni di ortogonalità. Riflessione rispetto ad una retta. Introduzione alle funzioni. Grafici.
Operazioni con i grafici, valore assoluto di un grafico. Esponenziale, logaritmo di una funzione di cui si sa il grafico. Insieme aperti e chiusi, punti di accumulazione, definizioni ed esempi. Definizione di limite. Operazioni con i limiti, esercizi su limite di quoziente di polinomi. Teorema del confronto. Limiti notevoli. Funzioni continue. Teoremi sulle funzioni continue.
Asintoti. Derivate: definizione, significato geometrico. Operazioni: somma, prodotto, quoziente, prodotto per scalare. Tecniche di derivazione, derivate delle principali funzioni. Equazione della retta tangente in un punto al grafico.
Derivata di una funzione composta e delle funzioni inverse. Punti stazionari. Teorema di Fermat. Teoremi di Rolle e Lagrange. Monotonia e segno della derivata prima.
Derivate seconde, concavità, flessi. Studio completo di funzione. Teoremi di Cauchy e De l’Hopital. Problemi di ottimizzazione.
Polinomio di Taylor. Formula del resto di Lagrange: calcolo esplicito nel caso n=2 e poi generalizzazione. Funzioni iperboliche, coniche come luoghi geometrici.
Assi di simmetria delle coniche a centro.
Introduzione agli integrali: il problema del calcolo dell'area di una regione piana. Il teorema fondamentale del calcolo integrale, integrali definiti. Il teorema della media. Integrazione per parti e sostituzione. Integrazione delle funzioni razionali. Definizione di curva parametrica. Passaggio da parametrica a cartesiana Esempi: circonferenza cicloide, coniche. Vettore e versore tangente, vettore e versore normale. Lunghezza di una curva. Curvatura.
( testi)
G.B. THOMAS, R.L. FINNEY ELEMENTI DI ANALISI MATEMATICA E GEOMETRIA ANALITICA ED. ZANICHELLI Bramanti, Pagani, Salsa “Analisi Matematica 1. Con elementi di geometria e algebra lineare”, Zanichelli Naldi, Pareschi, Aletti “calcolo differenziale e algebra lineare”, Ed. Mc Graw-Hill ROBERT A. ADAMS CALCOLO DIFFERENZIALE IED. CEA (CASA EDITRICE AMBROSIANA)
Altre letture COURANT, ROBBINS "CHE COS' È LA MATEMATICA?" ED. BORINGHIERI
|
8
|
MAT/07
|
100
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative di base
|
ITA |
|
21001992 -
FONDAMENTI DI GEOMETRIA DESCRITTIVA
(obiettivi)
Lo studio della geometria descrittiva inteso come processo indispensabile per la conoscenza e la costruzione dello spazio e delle forme architettoniche. L’obiettivo è fornire l’insieme delle regole che costituiscono la base utile alla evoluzione dell’idea progettuale e alla sua rappresentazione grafica, sia manuale che informatica.
Canale: CANALE I
-
SPADAFORA GIOVANNA
( programma)
STRUMENTI E MATERIALI PER IL DISEGNO, CONVENZIONI E SIMBOLOGIE GRAFICHE. ELEMENTI GEOMETRICI FONDAMENTALI. PROBLEMI DI PARALLELISMO, PERPENDICOLARITÀ, DISTANZA, APPARTENENZA. ROTAZIONE E RIBALTAMENTO. PRINCIPALI ELEMENTI IMPROPRI. OPERAZIONI DI PROIEZIONE E SEZIONE, PROSPETTIVITÀ E RELAZIONI OMOLOGICHE. PER CIASCUN METODO DI RAPPRESENTAZIONE GRAFICA (PROIEZIONI ORTOGONALI, PROIEZIONE ASSONOMETRICA, PROIEZIONE CENTRALE - PROSPETTIVA, PROIEZIONE QUOTATA,TEORIA DELLE OMBRE) SI TRATTERANNO LA GENESI SPAZIALE, GLI ELEMENTI DI RIFERIMENTO E LA RAPPRESENTAZIONE DEGLI ELEMENTI GEOMETRICI FONDAMENTALI. SI AFFRONTERANNO I PROBLEMI RELATIVI ALLE CONDIZIONI DI APPARTENENZA, DI PARALLELISMO, DI PERPENDICOLARITÀ, ALCUNI PROBLEMI GRAFICI TRA CUI LA VERA FORMA E DIMENSIONE DELLE FIGURE PIANE E PROBLEMI DI INTERSEZIONE E MISURA.
( testi)
M. DOCCI, M. GAIANI, D. MAESTRI, SCIENZA DEL DISEGNO, CITTÀ STUDI EDIZIONI,TORINO, 2011, 2A ED. R. MIGLIARI, GEOMETRIA DESCRITTIVA, CITTÀ STUDI EDIZIONI, NOVARA, 2009, VOLL. I E 2. M. CANCIANI, I DISEGNI DI PROGETTO, CITTÀ STUDI EDIZIONI, NOVARA, 2009. M. CANCIANI, IL DISEGNO IN PROSPETTIVA, KAPPA, ROMA, 2005. U. SACCARDI, ELEMENTI DI PROIETTIVA E APPLICAZIONI DELLA GEOMETRIA DESCRITTIVA, LEF LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA, FIRENZE, 2004. A. SGROSSO, LA RAPPRESENTAZIONE GEOMETRICA DELL’ARCHITETTURA, TORINO, 1996. M. BERARDI, D. MAESTRI, ASSONOMETRIA, ROMA, 1980.
Canale: CANALE II
-
CANCIANI MARCO
( programma)
Contenuti PARTENDO DAL PRESUPPOSTO CHE LA GEOMETRIA DESCRITTIVA È LO STRUMENTO INDISPENSABILE PER COMPRENDERE LO SPAZIO NELLE TRE DIMENSIONI, PER ANALIZZARE E RICOSTRUIRE UN OGGETTO, SIA DI DETTAGLIO, SIA EDILIZIO, SIA URBANO, UTILIZZEREMO I PRINCIPI DI TALE DISCIPLINA PER METTERE IN EVIDENZA IL MODELLO GEOMETRICO DI UN OGGETTO. OBIETTIVO PRINCIPALE DEL CORSO SARÀ, DUNQUE, QUELLO DI PORTARE LO STUDENTE ALLA COMPRENSIONE DELLO SPAZIO, DELLE DIMENSIONI E DELLE PROPORZIONI DEGLI OGGETTI ANALIZZATI, UTILIZZANDO IN MANIERA COMPLEMENTARE I VARI METODI. DESCRIZIONE DEL CORSO LA DISCIPLINA SARÀ SVOLTA IN DUE AMBITI, STRETTAMENTE CONNESSI TRA LORO: QUELLO TEORICO, DOVE SARANNO DATE UNA SERIE DINFORMAZIONI, DI PRINCIPI E DI REGOLE, CHE SONO A FONDAMENTO DELLA RAPPRESENTAZIONE DELL' ARCHITETTURA E DEL PROGETTO E QUELLO PRATICO, DOVE SARANNO SVOLTI DEGLI ESERCIZI APPLICATIVI E DEGLI EX-TEMPORE, IN CUI VERRANNO ANALIZZATI VARI DISEGNI, SECONDO LE LORO CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E PROIETTIVE. VERRANNO DESCRITTE, ATTRAVERSO I VARI METODI RAPPRESENTATIVI, PROIEZIONI ORTOGONALI, ASSONOMETRIA E PROSPETTIVA, LE CONDIZIONI DI APPARTENENZA, DI PARALLELISMO, INTERSEZIONE E LA DETERMINAZIONE DELLA VERA DIMENSIONE E FORMA DELLE FIGURE PIANE. PARTICOLARE IMPORTANZA VERRÀ DATA ALLE SEZIONI E ALLA LORO COSTRUZIONE GEOMETRICA, ALLO SVILUPPO PLANARE DI FIGURE, APPARTENENTI AD UN MODELLO VOLUMETRICO, COSICCHÉ QUESTO POSSA ESSERE RICOSTRUITO MANUALMENTE. VERRANNO DATI VARI ACCENNI STORICI SUI METODI RAPPRESENTATIVI E SI ANALIZZERANNO ALCUNI DISEGNI DI VARI AUTORI. IN DETTAGLIO SI STUDIERANNO: IL METODO DELLA DOPPIA PROIEZIONE ORTOGONALE COSTRUZIONE DEGLI ELEMENTI GEOMETRICI FONDAMENTALI - RAPPRESENTAZIONE DI PUNTI, RETTE E PIANI - PROIEZIONE E INTERSEZIONE LA MISURA DELL'ANGOLO DI PENDENZA E LA VERA FORMA DI UNA FIGURA PIANA - SVILUPPO PLANARE - SOLIDI DI ROTAZIONE - LE SEZIONI DI VOLUMI E CORPI ARCHITETTONICI SEMPLICI E L'INTERSEZIONI TRA DIVERSI VOLUMI LA TEORIA DELLE OMBRE. LA RAPPRESENTAZIONE DEGLI ELEMENTI GEOMETRICI PRINCIPALI NELL'ASSONOMETRIA: PUNTI, RETTE E PIANI L'ASSONOMETRIA OBLIQUA, MILITARE E CAVALIERA - RELAZIONE DI AFFINITÀ ASSONOMETRICA DETERMINAZIONE DELLA VERA FORMA DI UNA FIGURA L'ASSONOMETRIA ORTOGONALE COSTRUZIONE DIRETTA - ELEMENTI DI RIFERIMENTO - PROBLEMI D'INTERSEZIONE - ASSONOMETRIA DI SOLIDI - COSTRUZIONE GRAFICA DELLE COPERTURE A VOLTA: VOLTA A CROCIERA E A PADIGLIONE. GENESI SPAZIALE DEGLI ELEMENTI DI RIFERIMENTO NELLA PROSPETTIVA - RAPPRESENTAZIONE DEGLI ELEMENTI GEOMETRICI FONDAMENTALI: PUNTI, RETTE, PIANI - CONDIZIONI DI APPARTENENZA, PARALLELISMO, PERPENDICOLARITÀ - PUNTI DI MISURA DI RETTE, ANGOLI - PROCEDIMENTI RISOLUTIVI DELLA PROSPETTIVA - PROSPETTIVA A QUADRO VERTICALE, ORIZZONTALE E OBLIQUO - PROBLEMI D'INTERSEZIONE E VERA FORMA COSTRUZIONE E MISURA DEGLI ANGOLI RESTITUZIONE PROSPETTICA.
( testi)
CANCIANI M., IL DISEGNO IN PROSPETTIVA, ANALISI, ELEMENTI FONDAMENTALI, METODI RISOLUTIVI E TIPI, KAPPA, ROMA 2005. M. DOCCI, M. GAIANI, D. MAESTRI, SCIENZA DEL DISEGNO, CITTÀ STUDI EDIZIONI, NOVARA, 2011.
|
8
|
ICAR/17
|
100
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative di base
|
ITA |
|
21001993 -
STORIA DELL'ARCHITETTURA 1
(obiettivi)
Il corso propone una “lettura” delle architetture del passato, fornendo strumenti per analizzarle, comprenderne le ragioni storiche e valutarne le qualità. A tal fine, le architetture selezionate saranno esaminate spingendo gli studenti a chiedersi il perché della loro realizzazione in un determinato momento e luogo, quali fossero gli obiettivi del committente, del costruttore e dell’architetto, come e perché si siano scelte determinate tecniche e specifici materiali, che rapporti tali opere abbiano con le architetture del passato e con quelle della loro contemporaneità, considerando - infine - come questi aspetti complessivi siano in relazione tra loro ricostruendone il processo progettuale, quando questo sia sufficientemente documentato. Al primo anno sono illustrati gli edifici ritenuti più significativi, compresi nell'arco cronologico esteso dall'Età Classica al XVI secolo.
Canale: CANALE I
-
PERUGINI RAINALDO
( programma)
IL CORSO DI STORIA DELL'ARCHITETTURA 1 È DIRETTO AGLI STUDENTI DEL PRIMO ANNO CHE, PROVENENDO DALLA SCUOLA SECONDARIA, HANNO UNA VISIONE DELLA STORIA DELL’ARCHITETTURA – SE TALE DISCIPLINA ERA INSERITA NEL LORO PERCORSO DIDATTICO - COME PARTE DELLA STORIA DELL’ARTE. PER QUESTO SI PONGONO COME UNA UTENZA CULTURALE CHE NON HA UNA VISIONE UNIVOCA DEL RAPPORTO TRA STORIA DELL’ARCHITETTURA E PROGETTAZIONE E CHE E’ STATA ABITUATA A CONSIDERARE LA DISCIPLINA STORICA COME SEMPLICE ARRICCHIMENTO DEL PROPRIO BAGAGLIO CULTURALE FINE A SE STESSO E NON COME STRUMENTO FORMATIVO DELLA PROPRIA CONSAPEVOLEZZA PROGETTUALE. QUINDI, È PROPRIO SULL'ASPETTO DELLA PARTECIPAZIONE ALLA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA NEL CORSO DEI SECOLI - ESCLUDENDO OVVIAMENTE L’UTILIZZAZIONE DI SEMPLICI STILEMI COME REPERTORIO-CATALOGO E PRIVILEGIANDO INVECE LA LEZIONE METODOLOGICA DEL PASSATO - CHE VERTONO I CARATTERI DETERMINANTI DEL TAGLIO CONOSCITIVO CHE SI INTENDE DARE AGLI ARGOMENTI CHE SARANNO AFFRONTATI NEL CORSO DELLE LEZIONI. DAL PUNTO DI VISTA PIÙ STRETTAMENTE OPERATIVO, IL CORSO TRATTERÀ IN MANIERA DETTAGLIATA DELLE PROBLEMATICHE ARCHITETTONICHE RELATIVE ALL'ARCO STORICO COMPRESO TRA IL MONDO ANTICO E L’ARCHITETTURA DELLA FINE DEL CINQUECENTO, ESTENDENDO IL CAMPO DI INDAGINE ANCHE A LIVELLO EUROPEO, SOPRATTUTTO IN RIFERIMENTO ALL'INFLUENZA INTERNAZIONALE DEL LINGUAGGIO CLASSICO, DELLA CULTURA ARCHITETTONICA ITALIANA E DELLE LORO RILETTURE ANCHE, OVE OPPORTUNO, CON EVENTUALI COMPARAZIONI CON ESEMPI DI ARCHITETTURA CONTEMPORANEA.
( testi)
SI PRECISA CHE LA PRESENTE BIBLIOGRAFIA COSTITUISCE UNICAMENTE UN SUPPORTO DI RIFERIMENTO. I TESTI INDICATI NON VANNO QUINDI STUDIATI INTEGRALMENTE MA CONSULTATI SOLTANTO AI FINI DI UN MIGLIORE APPROFONDIMENTO DEGLI ARGOMENTI AFFRONTATI NEL CORSO DELLE LEZIONI. NOTA: IN MOLTI CASI SONO STATI INDICATI CASA EDITRICE, DATA E LUOGO DELLA PRIMA EDIZIONE ITALIANA. TALI DATI SONO SUSCETTIBILI DI AGGIORNAMENTO E QUINDI VANNO PRESI IN CONSIDERAZIONE SOLO IL NOME DELL’AUTORE ED IL TITOLO DELL’OPERA.
L.BENEVOLO, INTRODUZIONE ALL’ARCHITETTURA, BARI, 1966 (UNIVERSALE LATERZA) H.W.KRUFT, STORIA DELLE TEORIE ARCHITETTONICHE. DA VITRUVIO AL SETTECENTO, ROMA-BARI, 1988 (LATERZA) (LIMITATAMENTE ALLA PARTE INTERESSATA DAL PROGRAMMA) M.MANIERI ELIA, ARCHITETTURA E MENTALITA’ DAL CLASSICO AL NEOCLASSICO, ROMA-BARI, 1989 (UNIVERSALE LATERZA) N.PEVSNER, STORIA DELL’ARCHITETTURA EUROPEA, MILANO, 1966 (IL SAGGIATORE) (O EDIZIONE RIDOTTA, ROMA-BARI, 1992 (UNIVERSALE LATERZA) (LIMITATAMENTE ALLA PARTE INTERESSATA DAL PROGRAMMA) J.SUMMERSON, IL LINGUAGGIO CLASSICO DELL’ARCHITETTURA, TORINO, 1970 (PICCOLA BIBLIOTECA EINAUDI) J.B.WARD PERKINS, ARCHITETTURA ROMANA, MILANO 1979 (ELECTA) F.COARELLI, ROMAROMA-BARI, 1995 (GUIDE ARCHEOLOGICHE LATERZA) A.RIEGL, ARTE TARDOROMANA, TORINO, 1959 (EINAUDI) C.BOZZONI, V.FRANCHETTI PARDO, G.ORTOLANI, A.VISCOGLIOSI, L’ARCHITETTURA DEL MONDO ANTICO, ROMA-BARI,2006 (LATERZA) R.KRAUTHEIMER, ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA E BIZANTINA, TORINO, 1986 (EINAUDI) F.GREGOROVIUS, STORIA DELLA CITTA’ DI ROMA NEL MEDIOEVO, 3 VOLL., TORINO, 1973 (EINAUDI) R.KRAUTHEIMER, ROMA, PROFILO DI UNA CITTA’, 312-1308, ROMA, 1981 (EDIZIONI DELL’ELEFANTE) J.WHITE, ART AND ARCHITECTURE IN ITALY: 1250-1400, HARMONDSWORTH, 1966 (PENGUIN BOOKS) R.BONELLI, C.BOZZONI, V.FRANCHETTI PARDO, STORIA DELL’ARCHITETTURA MEDIEVALE, ROMA-BARI,1997 (LATERZA) F.P.FIORE (A CURA DI), STORIA DELL’ARCHITETTURA ITALIANA. IL QUATTROCENTO, MILANO, 1998 (ELECTA) P.TOMEI, L’ARCHITETTURA A ROMA NEL QUATTROCENTO, ROMA, 1942 (MULTIGRAFICA) L.BENEVOLO, STORIA DELL'ARCHITETTURA DEL RINASCIMENTO, BARI, 1968 (LATERZA) E.FORSSMAN, DORICO, IONICO, CORINZIO NELL’ARCHITETTURA DEL RINASCIMENTO, ROMA-BARI, 1988 (UNIVERSALE LATERZA) W.LOTZ, ARCHITETTURA IN ITALIA 1500-1600, MILANO, 1997 (RIZZOLI) M.TAFURI, L’ARCHITETTURA DELL’UMANESIMO, BARI, 1969 (UNIVERSALE LATERZA) R.WITTKOWER, PRINCIPI ARCHITETTONICI NELL’ETA’ DELL’UMANESIMO, TORINO, 1964 (EINAUDI) PER LA PARTE DEL PROGRAMMA CHE TRATTA ARGOMENTI COMPRESI TRA QUATTROCENTO E CINQUECENTO AFFRONTATI NEL CORSO DELLE LEZIONI SI VEDA ANCHE: R.PERUGINI, LA LEZIONE DELLA STORIA. ARCHITETTI E CONTESTI TRA ANTICHITA' CLASSICA E TARDO RINASCIMENTO, ROMA, SECONDA EDIZIONE, 2016 (GB EDITORIA)
BIBLIOGRAFIA SUPPLEMENTARE, SU SINGOLI PROBLEMI E ARCHITETTI, SARÀ FORNITA DI VOLTA IN VOLTA A LEZIONE, AL PARI DELLA DOCUMENTAZIONE GRAFICA RELATIVA ALLE VISITE E AD ARGOMENTI TRATTATI IN AULA.
Canale: CANALE II
-
ORTOLANI GIORGIO
( programma)
ARGOMENTI DELLE LEZIONI: ORIGINI DELL’ARCHITETTURA GRECA: MATERIA, TECNICA E LO SVILUPPO DELL’ORDINE DORICO; L’ORDINE IONICO E I RAPPORTI CON IL LEVANTE; I SANTUARI PANELLENICI: OLIMPIA E DELFI; L’ETÀ CLASSICA: ATENE E L’ATTICA; L’ARCHITETTURA ROMANA ALLA FINE DELL’ETÀ REPUBBLICANA NEI SANTUARI DEL LAZIO E NELL’URBE; AUGUSTO E LA TRASFORMAZIONE DELLA RES PUBLICA; L’IMPERO E LA SUA IMMAGINE: I FORI IMPERIALI; DAL TIMORE DEL DISSENSO ALLA RICERCA DEL CONSENSO: EDIFICI PER LO SPETTACOLO E IL RELAX DELLE TERME; LE RESIDENZE IMPERIALI; L'IMMAGINE DEL CIELO: DAL PANTHEON A S. SOFIA; DALL’ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA ALLA “RINASCENZA“ CAROLINGIA; TIPI, STRUTTURE E MATERIALI NELL’ARCHITETTURA ROMANICA, IN FRANCIA E ITALIA; L’ARCHITETTURA GOTICA: INNOVAZIONE E TRADIZIONE TRA ORIENTE E OCCIDENTE; FEDERICO II TRA ROMANITÀ E RINASCIMENTO; ARNOLFO DI CAMBIO; ORIGINI DELL’ARCHITETTURA RINASCIMENTALE: FILIPPO BRUNELLESCHI E LEON BATTISTA ALBERTI; DALLA CITTÀ IDEALE ALLA CITTÀ REALE: PIENZA, URBINO, ROMA; DONATO BRAMANTE TRA MILANO E ROMA; ANTONIO DA SANGALLO IL GIOVANE E LO SVILUPPO DEL PALAZZO ROMANO; IL MANIERISMO E MICHELANGELO; LA FABBRICA DI SAN PIETRO IN VATICANO; L’ARCHITETTURA ECCLESIASTICA E LA RIFORMA; LA RINASCITA DELLA VILLA A ROMA; ANDREA PALLADIO E LE VILLE VENETE.
CRONOLOGIA DEI PRINCIPALI EDIFICI visibile anche sul sito: https://www.academia.edu/16882678/Corso_di_Storia_dellArchitettura_1_B_Roma_Tre_University_Department_of_Architecture
ORIGINI DELL’ARCHITETTURA GRECA E DEGLI ORDINI ARCHITETTONICI Età geometrica e protoarcaica: la tomba-heroon di Lefkandì (isola di Eubea, X sec. a.C., periptero absidato di 10x45 m), tempio di Priniàs; tempio di Hera a Samos (IV fase ca. 525 a.C.; confronto con Artemision di Efeso, ca. 560 a.C.) e tempio di Apollo a Thermon (ca. 630 a.C.). I SANTUARI PANELLENICI: templi di Hera a Olimpia (ca. 580 a.C.) e di Zeus a Olimpia (ca. 470-460 a.C., Libone di Elide); tempio di Apollo e tesori a Delfi (tesoro degli Ateniesi ca. 500-485 a.C.). ETÀ CLASSICA AD ATENE E NELL’ATTICA: Acropoli (Partenone di Ictino, Callicrate e Fidia, 447-432 a.C.; Propilei di Mnesicle, 437-432 a.C., e tempio di Athena Nike, ca. 425; Eretteo, 421-405 a.C.); Agorà (tempio di Athena ed Efesto o ‘Teseion’, somiglianze con tempio di Poseidone a capo Sounion, metà V sec.). ARCHITETTURA ROMANA DI ETÀ REPUBBLICANA. Innovazioni tipologiche e costruttive: edifici pubblici (porticus Aemilia, o navalia, 193 e 174 a.C.; c.d. Tabularium, 78 a.C.); templi del Foro Boario (di Ercole Olivario o ‘di Vesta’, prob. 146 a.C., e di Portuno, o ‘della Fortuna Virile’, ca. 75 a.C.); i santuari laziali della fine del II sec. a.C. (il santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, di Ercole a Tivoli, di Giove Anxur a Terracina); Foro di Cesare, ded. 46 a.C.; teatri di Pompeo, 55 a.C. e di Marcello, 13 a.C. ARCHITETTURA ROMANA DI ETÀ IMPERIALE Foro di Augusto, 2 a.C.; Foro Transitorio, 97 d.C., Rabirio; Foro e ‘mercati’ di Traiano, 113 d.C., Apollodoro di Damasco; Pantheon, 117-128 d.C.; residenze e ville imperiali: Domus Aurea, 64-68 d.C., Severo e Celere; Domus Augustana, 92 d.C., Rabirio; Villa Adriana a Tivoli, 118-135 d.C. ARCHITETTURA ECCLESIASTICA DALL’ETÀ TARDOANTICA AL ROMANICO: TIPOLOGIE E SISTEMI COSTRUTTIVI. L’architettura ecclesiastica nell’età di Costantino e di Giustiniano. La basilica e le soluzioni a pianta centrale: S. Giovanni in Laterano (Salvatore), ca. 313-318; S. Pietro, consacr. 326; S. Costanza, 320-330. Ravenna (Battisteri, S. Apollinare in Classe, S. Vitale). S. Sofia a Costantinopoli, 532-537, Antemio di Tralle e Isidoro da Mileto. La concezione imperiale di Carlomagno (756-814): cappella Palatina di Aquisgrana, cons. 805, Eudo (o Oddone) di Metz. San Michele a Hildesheim, voluta dal vescovo Bernward, eseguita da Goderamnus, 1010-1033. Chiese di pellegrinaggio in Francia: St. Martin a Tours e Ste. Foy a Conques, ca.1050; St. Martial a Limoges, dedica 1095; St. Sernin a Tolosa, ca. 1080-1118 e ss.; Santiago de Compostela in Galizia, 1078-1122. Chiesa abbaziale di Cluny III, 1088-1130, attr. Gunzo ed Hezelo, iniz. abate Ugo di Semur e consacrata da papa Innocenzo II e abate Pietro il Venerabile; St.-Philibert a Tournus, 950-1120 ca. L’ARCHITETTURA GOTICA IN FRANCIA E ITALIA Abbaziale di Saint Denis, rifacimento del coro (1140-44) per volontà dell’abate Suger, la poetica della luce ed i legami con la monarchia francese. Sviluppo dalla campata a crociera esapartita alla quadripartita. Nôtre-Dame [in. 1163 dal vescovo Maurice de Sully] e S.te-Chapelle [1242-48, Pierre de Montreuil per Luigi IX il Santo] a Parigi; cattedrali di Chartres [ric. dopo incendio 1194], Reims [in. 1211], Beauvais (1225-1272, crollo 1284), di Amiens [in. 1220 sotto la guida di Robert de Luzarches]. I Cistercensi “missionari del Gotico”: abbazie di Fossanova (1187-1206), San Galgano (1220-1268 ca.). Gli ordini mendicanti e l’unificazione dello spazio interno: S. Francesco ad Assisi; S. Maria Novella (1278). Il contributo di Arnolfo di Cambio: S. Maria del Fiore e S. Croce ( in.1295) a Firenze. FILIPPO BRUNELLESCHI (1377-1446) Padronanza e superamento della tradizione gotica, l’invenzione della prospettiva e la ‘reinvenzione’ del linguaggio classico. Cupola di S. Maria del Fiore (dal 1417 alla morte), tribune morte (la prima completata nel 1445) e lanterna, ospedale degli Innocenti (dal 1419), sagrestia vecchia (1419 ca.-1428), S. Lorenzo (dal 1420 ca.), cappella dei Pazzi (1430 ca.-1444), S. Spirito (progetto 1436, 1444-82, terminata dopo la morte da Antonio Manetti). LEON BATTISTA ALBERTI (1406-1472) La riscoperta del De Architectura (25 a.C. ca.) di Vitruvio e il De re aedificatoria (1443-52 circa, pubbl. 1485) di Alberti, teorie e pratica architettonica nel Rinascimento. Alberti architetto: Tempio malatestiano a Rimini (dal 1450; interno, Matteo de’ Pasti dal 1447); facciata di S. Maria Novella (1456-1470), palazzo Rucellai (ca. 1450–1460), cappella Rucellai in S. Pancrazio a Firenze (1457-67 circa); S. Sebastiano (dal 1460) e S. Andrea (dal 1470) a Mantova. DONATO BRAMANTE (1444-1514) Milano, S. Maria presso S. Satiro (dal 1481) e S. Maria delle Grazie (dal 1492); chiostro di S. Maria della Pace (1500-1504) per card. Oliviero Carafa, Tempietto di S. Pietro in Montorio (1502-1510), cortile del Belvedere (dal 1506). Coro di S. Maria del Popolo (1505-1508); ninfeo dei Colonna a Genazzano (1508-11); palazzo dei Tribunali (1508-11) nella nuova via Giulia. ALTRI PROTAGONISTI DEL RINNOVAMENTO DELL’ARCHITETTURA DEL ‘500 A ROMA: RAFFAELLO (1483-1520), ANTONIO DA SANGALLO (1484-1546, Antonio Cordini, dal 1503 segue da Firenze lo zio Giuliano da Sangallo, già arch. del card. Giuliano del Rovere, eletto papa Giulio II), B. PERUZZI (1481-1536), GIULIO ROMANO (1499-1546), MICHELANGELO BUONARROTI (1475-1564), JACOPO BAROZZI DA VIGNOLA (1507-1573), GIACOMO DELLA PORTA (1532-1602). L’ARCHITETTURA DEI PALAZZI A ROMA NEL ‘500 Bramante, palazzo Caprini (1501-1510); Raffaello, palazzo Alberini (dal 1512), palazzo Branconio dell’Aquila (1518-20); Baldassarre Peruzzi, palazzo Ossoli (ca. 1517-1518), palazzo di Pietro Massimo “alle colonne” (1533-36), accanto al palazzo di Angelo Massimo “di Pirro” (1532-37, Giovanni Mangone da Caravaggio); Antonio da Sangallo il Giovane, palazzo Baldassini (dal 1513 ca.), palazzo Farnese (inizi 1513, ampliato con l’elezione di Paolo III 1534 alla morte del Sangallo 1546, terminato da Michelangelo e Vignola), palazzo della Zecca a Banchi (1525); Giulio Romano, palazzo Stati Maccarani (1523); Giulio Merisi, Girolamo da Carpi, palazzo del card. Girolamo Capodiferro, 1548-50, stucchi di Giulio Mazzoni (1556-60). L’ARCHITETTURA DELLE VILLE A ROMA NEL ‘500 Baldassarre Peruzzi, villa di Agostino Chigi (poi detta Farnesina, dal 1505, stalle di Raffaello 1511-14); Raffaello, villa Madama (1518-1521, dal 1519 con A. da Sangallo il Giovane); Giulio Romano, Villa Lante al Gianicolo (1521); Jacopo Barozzi da Vignola, Villa Giulia (1550-55, dal 1552 B. Ammannati); palazzo Farnese a Caprarola (1559-1573); Pirro Ligorio (1513-1583), Casino di Pio IV al Vaticano (1558), Villa d’Este a Tivoli (1555-72). Cenni sulle ville di Andrea Palladio (1508-1580): Villa Pisani (Bagnolo di Lonigo), Villa Pojana (Poiana Maggiore, 1546 ca.-1563), Villa Emo Capodilista (Fanzolo di Vedelago, in. 1558 ca.), Villa Barbaro (Maser, 1554-1560), Villa Foscari “La Malcontenta” (Mira, 1559), Villa “La Rotonda” (Vicenza, dal 1566). IL CANTIERE DI S. PIETRO E L’ARCHITETTURA ECCLESIASTICA NEL ‘500 Il progetto di Bramante per S. Pietro (prima pietra 18/04/1506); 1513 tegurio su tomba Pietro; subentrano Raffaello dal 1514; Antonio da Sangallo, già coadiutore da 1516, dal 1520 al 1546, coadiuvato da B. Peruzzi fino al 1527, modello 1:30 di Antonio Labacco 1539); progetto definitivo di Michelangelo (1547-1564), completamenti di Pirro Ligorio, Vignola e Giacomo Della Porta. Raffaello, cappella Chigi (dal 1511/12), S. Eligio degli Orefici (fase iniziale, 1516-1538, con Baldassarre Peruzzi, Aristotele da Sangallo); Antonio da Sangallo il Giovane, S. Maria di Loreto (1518-22), S. Spirito in Sassia (ricostruzione 1538-1545), progetto per S. Giovanni dei Fiorentini (voluto dal 1509, concorso 1518-21 vinto da Jacopo Sansovino); Vignola, S. Andrea in via Flaminia (Roma, 1551-1554 ca.), S. Anna dei Palafrenieri (Vaticano, 1570 ca.), SS. Nome di Gesù (dal 1568, completata dal 1571 da Giacomo Della Porta, cons. 25 novembre 1584), S. Maria dei Monti (1580). Interpretazioni nell’Italia settentrionale: Pellegrino Tibaldi (1527–1596), S. Fedele (Milano, 1569); Palladio, S. Giorgio Maggiore (Venezia, dal 1565), Chiesa del Redentore (Venezia, 1577). IL MANIERISMO TRA GIULIO ROMANO E MICHELANGELO. Giulio Romano, palazzo Te a Mantova (1521, 1524-1535), Cortile della Cavallerizza o Rustica (pal. ducale di Mantova, 1539; completato da Giovan Battista Bertani, 1556); Michelangelo Buonarroti (1475-1564), facciata di S. Lorenzo a Firenze (1518) e Sacrestia Nuova (1519-1524), Biblioteca Laurenziana (1524-1534, interr. 1527-30, scalinata del vestibolo 1559-60 esecuzione di Bartolomeo Ammannati); Campidoglio (1538 sistemazione M. Aurelio, scalinata pal. Senatorio 1544-52, palazzo dei Conservatori, in. 1561, palazzo Farnese (Roma, 1546-1549), S. Pietro , Porta Pia (1561 e 1565), progetti per S. Giovanni dei Fiorentini (1559); cappella Sforza a S. Maria Maggiore (1560); S. Maria degli Angeli (in. 1561, 1563-65)
( testi)
C. BOZZONI, V. FRANCHETTI PARDO, G. ORTOLANI, A. VISCOGLIOSI, L’ARCHITETTURA DEL MONDO ANTICO, ROMA – BARI 2006 (LATERZA); C. L. FROMMEL, L’ARCHITETTURA DEL RINASCIMENTO ITALIANO, MILANO 2009 (SKIRA).
Si consigliano approfondimenti in rete, soprattutto per visualizzare immagini, ad esempio sul sito Academia.edu:
https://uniroma3.academia.edu/GiorgioOrtolani https://www.academia.edu/10108262/Origini_dell_architettura_greca_in_Architettura_del_mondo_antico https://www.academia.edu/403458/Ortolani_Lavorazione_di_Pietre_e_Marmi_nel_Mondo_Antico_in_Marmi_antichi https://www.academia.edu/6245510/Spazio_funzioni_e_paesaggio_nei_santuari_a_terrazze_italici_di_et%C3%A0_tardo-repubblicana._Note_per_un_approccio_sistemico_al_linguaggio_di_una_grande_architettura https://www.academia.edu/440373/Il_cantiere_del_Colosseo https://www.academia.edu/14759478/_Who_Built_the_Pantheon_Agrippa_Hadrian_Trajan_and_Apollodorus_in_Hadrian_Art_Politics_and_Economy_ed._Thorsten_Opper_British_Museum_Research_Publication_175_London_2013_31-49 https://www.academia.edu/16339032/Walking_on_Water_Cosmic_Floors_in_Antiquity_and_the_Middle_Ages https://www.academia.edu/5353212/Rinascit%C3%A0_a_Roma_nell_Italia_Carolingia_e_meridionale_in_S._de_Blaauw_ed._Storia_dellArchitettura_Italiana_Da_Costantino_a_Carlo_Magno_Electa_Milano_2010_pp._322-373 https://www.academia.edu/9827610/Vitruvio_Piero_della_Francesca_Raffaello_note_sulla_teoria_del_disegno_di_architettura_nel_Rinascimento_Annali_di_architettura_14_2002_pp._35-54 https://www.academia.edu/3126385/Palladio https://www.academia.edu/25458244/Italian_Architecture_from_Michelangelo_to_Borromini_London_T_and_H_2002
|
8
|
ICAR/18
|
100
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative di base
|
ITA |
|
21002008 -
ALTRE ATTIVITÀ FORMATIVE
(obiettivi)
Ulteriori conoscenze linguistiche, Abilità informatiche e computerhe, Altre conoscenze utili per l'inserimento nel mondo del lavoro
|
4
|
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Ulteriori attività formative (art.10, comma 5, lettera d)
|
ITA |
Gruppo opzionale:
COMUNE Orientamento unico DISCIPLINE A SCELTA DELLO STUDENTE 2017-2018 - (visualizza)
 |
12
|
|
|
|
|
|
|
|
|
21002012 -
MACCHINE PER DISEGNARE: IL DISEGNO STORICO RIVISITATO PARAMETRICAMENTE
(obiettivi)
L’obiettivo formativo consiste nel far acquisire ed esplicitare le relazioni – sempre esistite – tra la rappresentazione grafica e la rappresentazione analitica in un approccio contemporaneo alle discipline del disegno e della matematica. verranno offerti gli strumenti per ampliare la conoscenza delle curve parametriche, della loro genesi, della loro costruzione e del loro tracciamento. Le equazioni analitiche verranno relazionate alle specifiche costruzioni grafiche con riga e compasso, attraverso la costruzione e l’utilizzo di “macchine” quali alcuni ellissografi, parabolografi e iperbolografi. Gli obiettivi interdisciplinari dell’insegnamento sono: sviluppare negli studenti la capacità di saper vedere le caratteristiche del progetto figurativo su un supporto bidimensionale, nel momento stesso del suo disegnarsi; fornire le basi scientifico culturali per affrontare la modellazione digitale; consolidare la capacità di relazionare forme e formule. Ogni curva disegnata con una macchina, stabilendo e poi variando i dati di partenza, pone lo studente protagonista attivo del tracciamento e della corrispondente rappresentazione analitica
|
|
|
21002012-1 -
PARTE I
(obiettivi)
L’OBIETTIVO FORMATIVO CONSISTE NEL FAR ACQUISIRE ED ESPLICITARE LE RELAZIONI – SEMPRE ESISTITE - TRA LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA E LA RAPPRESENTAZIONE ANALITICA IN UN APPROCCIO CONTEMPORANEO ALLE DISCIPLINE DEL DISEGNO E DELLA MATEMATICA. VERRANNO OFFERTI GLI STRUMENTI PER AMPLIARE LA CONOSCENZA DELLE CURVE PARAMETRICHE, DELLA LORO GENESI, DELLA LORO COSTRUZIONE E DEL LORO TRACCIAMENTO. LE EQUAZIONI ANALITICHE VERRANNO RELAZIONATE ALLE SPECIFICHE COSTRUZIONI GRAFICHE CON RIGA E COMPASSO, ATTRAVERSO LA COSTRUZIONE E L’UTILIZZO DI “MACCHINE” QUALI ALCUNI ELLISSOGRAFI, PARABOLOGRAFI E IPERBOLOGRAFI.GLI OBIETTIVI INTERDISCIPLINARI DELL’INSEGNAMENTO SONO: SVILUPPARE NEGLI STUDENTI LA CAPACITÀ DI SAPER VEDERE LE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO FIGURATIVO SU UN SUPPORTO BIDIMENSIONALE, NEL MOMENTO STESSO DEL SUO DISEGNARSI; FORNIRE LE BASI SCIENTIFICO CULTURALI PER AFFRONTARE LA MODELLAZIONE DIGITALE; CONSOLIDARE LA CAPACITÀ DI RELAZIONARE FORME E FORMULE.OGNI CURVA DISEGNATA CON UNA MACCHINA, STABILENDO E POI VARIANDO I DATI DI PARTENZA, PONE LO STUDENTE PROTAGONISTA ATTIVO DEL TRACCIAMENTO E DELLA CORRISPONDENTE RAPPRESENTAZIONE ANALITICA
-
FARRONI LAURA
( programma)
Presentazione attraverso modelli 3d digitali, della genesi spaziale delle coniche come proiezioni del cerchio o, equivalentemente, sezioni piane del cono circolare retto; definizione di ciascuna conica come luogo geometrico; analisi e studio dei parametri caratteristici attraverso metodi grafici e analitici; formulazione analitica parametrica e cartesiana; costruzione e utilizzo di macchine per disegnare le coniche. Per ogni curva verranno costruiti diversi tipi di macchine. Altri tipi di curve: caustiche, cicloidi, spirali: loro studio e costruzione della relativa macchina da disegno. Studio dell’utilizzo delle macchine da disegno per il tracciamento delle curve in cantiere nell’ottocento in Italia.
( testi)
BARTOLINI BUSSI M.G.C, MASCHIETTO M. (2006). MACCHINE MATEMATICHE : DALLA STORIA ALLA SCUOLA.MIGLIARI R. (1983). FONDAMENTI GEOMETRICI DELLA RAPPRESENTAZIONE PROGETTUALE E TECNICA DELL’ARCHITETTURA. TOMO 2.MIGLIARI R. (2009). GEOMETRIA DESCRITTIVA.RONDELET G.B. (1833). TRATTATO TEORICO PRATICO DELL’ARTE DI EDIFICARE, TOMO II. L’ARCHITETTURA PRATICA. DISEGNI DEGLI EDIFIZI RISPONDENTI AI BISOGNI MODERNI, ANNO II, FASCICOLO VII (1891), 26-27.
|
2
|
ICAR/17
|
25
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21002012-2 -
PARTE II
(obiettivi)
L’OBIETTIVO FORMATIVO CONSISTE NEL FAR ACQUISIRE ED ESPLICITARE LE RELAZIONI – SEMPRE ESISTITE - TRA LA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA E LA RAPPRESENTAZIONE ANALITICA IN UN APPROCCIO CONTEMPORANEO ALLE DISCIPLINE DEL DISEGNO E DELLA MATEMATICA. VERRANNO OFFERTI GLI STRUMENTI PER AMPLIARE LA CONOSCENZA DELLE CURVE PARAMETRICHE, DELLA LORO GENESI, DELLA LORO COSTRUZIONE E DEL LORO TRACCIAMENTO. LE EQUAZIONI ANALITICHE VERRANNO RELAZIONATE ALLE SPECIFICHE COSTRUZIONI GRAFICHE CON RIGA E COMPASSO, ATTRAVERSO LA COSTRUZIONE E L’UTILIZZO DI “MACCHINE” QUALI ALCUNI ELLISSOGRAFI, PARABOLOGRAFI E IPERBOLOGRAFI.GLI OBIETTIVI INTERDISCIPLINARI DELL’INSEGNAMENTO SONO: SVILUPPARE NEGLI STUDENTI LA CAPACITÀ DI SAPER VEDERE LE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO FIGURATIVO SU UN SUPPORTO BIDIMENSIONALE, NEL MOMENTO STESSO DEL SUO DISEGNARSI; FORNIRE LE BASI SCIENTIFICO CULTURALI PER AFFRONTARE LA MODELLAZIONE DIGITALE; CONSOLIDARE LA CAPACITÀ DI RELAZIONARE FORME E FORMULE.OGNI CURVA DISEGNATA CON UNA MACCHINA, STABILENDO E POI VARIANDO I DATI DI PARTENZA, PONE LO STUDENTE PROTAGONISTA ATTIVO DEL TRACCIAMENTO E DELLA CORRISPONDENTE RAPPRESENTAZIONE ANALITICA
-
MAGRONE PAOLA
( programma)
Presentazione attraverso modelli 3d digitali, della genesi spaziale delle coniche come proiezioni del cerchio o, equivalentemente, sezioni piane del cono circolare retto; definizione di ciascuna conica come luogo geometrico; analisi e studio dei parametri caratteristici attraverso metodi grafici e analitici; formulazione analitica parametrica e cartesiana; costruzione e utilizzo di macchine per disegnare le coniche. Per ogni curva verranno costruiti diversi tipi di macchine. Altri tipi di curve: caustiche, cicloidi, spirali: loro studio e costruzione della relativa macchina da disegno. Studio dell’utilizzo delle macchine da disegno per il tracciamento delle curve in cantiere nell’ottocento in Italia.
( testi)
BARTOLINI BUSSI M.G.C, MASCHIETTO M. (2006). MACCHINE MATEMATICHE : DALLA STORIA ALLA SCUOLA.MIGLIARI R. (1983). FONDAMENTI GEOMETRICI DELLA RAPPRESENTAZIONE PROGETTUALE E TECNICA DELL’ARCHITETTURA. TOMO 2.MIGLIARI R. (2009). GEOMETRIA DESCRITTIVA.RONDELET G.B. (1833). TRATTATO TEORICO PRATICO DELL’ARTE DI EDIFICARE, TOMO II. L’ARCHITETTURA PRATICA. DISEGNI DEGLI EDIFIZI RISPONDENTI AI BISOGNI MODERNI, ANNO II, FASCICOLO VII (1891), 26-27.R.C. YATES, A HANDBOOK ON CURVES AND THEIR PROPERTIES, (1947)
|
2
|
MAT/05
|
25
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21002013 -
CULTURA E STORIA DEL PATRIMONIO
(obiettivi)
LE TEORIE E LA STORIA DEL RESTAURO DALLA FINE DEL SETTECENTO A TUTTO IL NOVECENTO IN ITALIA E IN EUROPA. L'AREA ROMANA COME CASO DI STUDIO PER APPROFONDIRE LE DIVERSE FASI E I MOLTI MODI DI INTERPRETAZIONE DELL'ARCHITETTURA STORICA E DELLA CITTÀ STRATIFICATA. IL CORSO SI ARTICOLA IN LEZIONI, ESERCITAZIONI E SOPRALLUOGHI ANCHE NEI CANTIERI DI RESTAURO.
-
PALLOTTINO ELISABETTA
( programma)
IL CORSO SI PROPONE DI INVITARE GLI STUDENTI A RIFLETTERE E A INTERROGARSI SUL CARATTERE RELATIVO E STORICO DI OGNI TEORIA DEL RESTAURO E IN PARTICOLARE DI QUELLA "MODERNA" - FATTA DI CARTE, REGOLAMENTI E PRINCIPI - CHE VIENE CONSIDERATA COME PUNTO DI ARRIVO SCIENTIFICO E CHE PUÒ INVECE ESSERE LETTA COME UN MOMENTO DELLA STORIA DELLE INTERPRETAZIONI DEL PASSATO. E' ARGOMENTO CENTRALE DELLE LEZIONI LA STORIA DEL RESTAURO DALLA FINE DEL SETTECENTO FINO A TUTTO IL NOVECENTO IN ITALIA E IN EUROPA. I MOLTI ESEMPI PROVENIENTI DALL'AREA ROMANA SERVIRANNO AD ILLUSTRARE, IN DETTAGLIO, LE DIVERSE FASI E I MOLTI MODI DI ATTUALIZZAZIONE E DI INTERPRETAZIONE DELL'ARCHITETTURA STORICA. SARÀ INOLTRE PROPOSTO AGLI STUDENTI DI CONTRIBUIRE ATTIVAMENTE ALLA REALIZZAZIONE DI UN OSSERVATORIO DEL RESTAURO CONTEMPORANEO, MEDIANTE L'OSSERVAZIONE E LA VALUTAZIONE CRITICA DEI LAVORI IN CORSO NEI CANTIERI ROMANI.
( testi)
LA BIBLIOGRAFIA E IL MATERIALE DIDATTICO SARANNO INDICATI DURANTE IL CORSO.
|
4
|
ICAR/19
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21002132 -
PROGETTARE E COSTRUIRE IN SICUREZZA
(obiettivi)
IL CORSO È INDIRIZZATO ALLA FORMAZIONE PER LA DIREZIONE DEI LAVORI, PER LA DIREZIONE DI CANTIERE E PER IL RUOLO DI COORDINATORE PER LA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA FASE DI PRODUZIONE IN CANTIERE. A TAL FINE IL CORSO AFFRONTA I TEMI, SVILUPPATI CON UN CARATTERE TEORICO E APPLICATIVO, RELATIVI ALLE FIGURE E ALLE PROCEDURE DEL PROCESSO EDILIZIO. VIENE QUINDI INDIVIDUATA UNA RAPPRESENTAZIONE DI INSIEME DEL PROCESSO EDILIZIO CHE DESCRIVE LE VARIE FIGURE COINVOLTE (COMMITTENTE, PROGETTISTA, COSTRUTTORE, ETC.) E LA LORO NATURA, LE COMPETENZE CHE OGNUNA DI ESSE DEVE POSSEDERE, LE RELAZIONI E LE PROCEDURE INDIVIDUATE SIA A LIVELLO NORMATIVO REGOLAMENTARE E TECNICO CHE CONSUETUDINARIE. VENGONO PRESENTATE INFINE LE VARIE FASI CHE CARATTERIZZANO LA REALIZZAZIONE DI UN'OPERA PUBBLICA.
-
SIMONETTI ALFREDO
( programma)
Il Corso è indirizzato alla formazione per il ruolo di Coordinatore per la Sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione considerando le fasi di produzione in cantiere la figura del Direttore dei Lavori. A tal fine il corso affronta i temi, sviluppati con un carattere teorico e applicativo, relativi alle figure e alle procedure del processo edilizio. Viene quindi individuata una rappresentazione di insieme del processo edilizio che descrive le varie figure coinvolte (committente, progettista, costruttore, etc.) e la loro natura, le competenze che ognuna di esse deve possedere, le relazioni e le procedure individuate sia a livello normativo regolamentare e tecnico che consuetudinarie. Vengono presentate infine le varie fasi che caratterizzano la realizzazione di un'opera pubblica. Il corso è articolato in due moduli: un primo dedicato all’organizzazione e alla sicurezza nei cantieri e un secondo dedicato alla gestione della sicurezza in fase di progettazione e costruzione. Entrambi i moduli verteranno sul concetto di analisi e valutazione dei rischi, così da attivare un percorso virtuoso nell’acquisizione da parte degli studenti delle capacità di programmare il progetto della sicurezza in tutte le sue fasi.
Modulo A. Processo edilizio, organizzazione e sicurezza nei cantieri Il modulo è articolato in due parti: A1. Impianto del cantiere, uso delle macchine e dispositivi per la sicurezza. Con particolare riferimento al tema della sicurezza sul lavoro, sono studiati ed esemplificati rispetto al cantiere preso in esame, i problemi connessi al layout e alla logistica del cantiere, all'esercizio delle macchine e degli attrezzi di produzione, ai ponteggi e opere provvisionali, agli impianti di cantiere, ai servizi igienico-assistenziali, alla segnaletica di sicurezza, ai dispositivi di protezione personali e collettivi. Le attività d’esercitazione sono relative alla progettazione del cantiere nelle sue fasi evolutive; A2. Tecniche analitiche per la gestione del processo produttivo. Sono studiate le situazioni decisionali tipiche del management della produzione edilizia facendo in gran parte riferimento alle formalizzazioni analitiche della Ricerca Operativa e delle norme ISO 9000. In particolare, sono affrontati argomenti quali le tecniche Pert di programmazione lavori e le tecniche di ottimizzazione dell'impiego delle risorse.
Modulo B. Gestione della sicurezza in fase di progettazione e costruzione L'insegnamento è integrato a quello del modulo precedente e si propone di fornire le conoscenze e le tecniche per progettare e gestire la sicurezza nei cantieri. Le materie trattate e la forte connotazione applicativa che lo caratterizzano lo rendono funzionale per consentire agli studenti il conseguimento di uno dei requisiti necessari a svolgere il ruolo di coordinatore per la sicurezza, sia in fase di progettazione, sia in fase di esecuzione delle opere.
( testi)
• A. Simonetti, A. Di Muro (2010) Repertorio di piani di sicurezza e coordinamento, Editore EPC libri, Roma. • Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (2013) D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., aggiornato con il D.lgs. 3 agosto 2009 n. 106, e Decreto-Legge 28 giugno 2013. • CEFMECTP (a cura di) (2007-2017) I quaderni della Sicurezza in Edilizia.
|
8
|
ICAR/12
|
120
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21010011 -
CORSO SPERIMENTALE DI ARCHITETTURA NAVALE
(obiettivi)
Scopo del corso e’ di fornire agli studenti, in maniera sintetica, una buona conoscenza di tutti gli aspetti che riguardano l’applicazione dell’Architettura Navale nell’ambito della progettazione con particolare riferimento al controllo dello spazio interno, al rapporto tra scafo e coperta ed all'ergonomia.
La complessità dell’argomento e l’interdipendenza con numerose altre discipline fa di questa materia uno dei settori più fecondi della ricerca progettuale sotto una molteplicità di aspetti: quello relativo alla forma ed alle prestazioni oltre che quello relativo alla tecnologia ed alla costruzione.
-
Erogato presso
21010011 CORSO SPERIMENTALE DI ARCHITETTURA NAVALE in ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA LM-4 PAPERINI MASSIMO
( programma)
Scopo del corso e’ di fornire agli studenti, in maniera sintetica e di base, una buona conoscenza di tutti gli aspetti che riguardano l’applicazione dell’Architettura Navale nell’ambito della progettazione e di introdurre gli studenti al concetto di compatibilità ambientale del prodotto imbarcazione. La complessità dell'architettura navale e l’interdipendenza con numerose altre discipline fa di questa materia uno dei settori più fecondi della ricerca progettuale sotto una molteplicità di aspetti: quello relativo alla forma ed alle prestazioni oltre a quello relativo alla tecnologia ed alla costruzione. Inoltre proprio la natura interdisciplinare della materia, permetterà agli studenti di acquisire capacità di controllo ed elaborazione del progetto in ambiti multidisciplinari, e di ricerca innovativa sviluppando, in aula durante una lavoro di progettazione, un progetto nautico da presentare all'esame finale.
( testi)
I testi di riferimento saranno comunicati durante il corso
|
4
|
ICAR/14
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21010006 -
PROCEDURE DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI COMPLESSI
(obiettivi)
Obiettivi formativi: Il corso si occuperà prevalentemente della riqualificazione e rigenerazione urbana sostenibile con il metodo dell’”urbanistica del fare”. Obiettivo formativo del corso di Procedure di attuazione dei programmi complessi è lo studio delle diverse tipologie dei programmi complessi e di rigenerazione urbana, delle loro procedure di progettazione, approvazione e attuazione sul territorio, delle loro implicazioni e delle complessità contingenti in termini tecnici, amministrativi e sociali, facendo emergere le interrelazioni con altri settori del governo territoriale e con gli elementi di innovazione utili per la gestione dei fenomeni urbani e delle strategie di sviluppo. All’esito del corso lo studente sarà in grado di leggere un programma urbano e di redigere un piano di assetto (zonizzazione e planivolumetrico).
-
Erogato presso
21010006 PROCEDURE DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI COMPLESSI in ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE URBANA LM-4 GIANTOMASSI GIORGIO
( programma)
Il corso di “Procedure per l’attuazione dei Programmi Complessi” sarà articolato in lezioni, seminari ed una esercitazione individuale. Le lezioni riguarderanno essenzialmente le nuove modalità di progettazione degli interventi di trasformazione e rigenerazione urbana, conseguenti l’emergere di nuove problematiche, o comunque la riproposizione in termini innovati delle vecchie e le mutazioni intervenute a seguito delle riforme, nazionali e regionali, nel campo del “Governo del Territorio”, dei ruoli e dell’organizzazione degli enti competenti e, più in generale, della evoluzione delle condizioni economiche e delle sensibilità sociali.
( testi)
- Filpa, Talia, “Fondamenti di governo del territorio” - Stefano Civvitarese Matteucci, “Procedure per l’attuazione dei programmi complessi”. - Aldo Rossi, "L'architettura della città" - Franco La Cecla, "Contro l'urbanistica" - Pietro Mezzi e Piero Pellizzaro, "La città resiliente" - Stefano Boeri, "L'Anti Città" - Domenico Ceccchini e Giordana Castelli, "Città sostenibili" - Paolo Avarello, “I programmi urbani complessi. Scenari e prospettive”. - Paolo Avarello, “Il Progetto Urbano” - Paolo Avarello, “Dai Piani urbanistici alle politiche urbane” - Italo Calvino, "Le città invisibili"
Materiali del corso: I materiali del corso saranno disponibili in apposita cartella FTP che sarà comunicata dal docente.
|
4
|
ICAR/21
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21002131 -
COMPLEMENTI DI PROGETTAZIONE STRUTTURALE
|
|
|
21002137 -
STORIA DELLA CITTÀ MODERNA E CONTEMPORANEA
|
|
21002137-1 -
PARTE I
-
Erogato presso
21002137-1 PARTE I in ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE URBANA LM-4 MICALIZZI PAOLO
( programma)
IL CORSO TENDE A FORNIRE APPROFONDIMENTI PER LA CONOSCENZA DELLA STORIA DELLA CITTÀ MODERNA E CONTEMPORANEA, ATTRAVERSO ALCUNE ‘SEZIONI’ INDIVIDUATE ALL'INTERNO DEL PERIODO COMPRESO TRA LA META’ DEL XVIII SECOLO E LA META’ DEL XX SECOLO. L’ATTENZIONE DEL CORSO SARA’ RIVOLTA AD ESPLORARE SIA L’ASSETTO URBANO DI PARTICOLARI CITTA’ (CON SPECIALE RIGUARDO AD ALCUNE CAPITALI EUROPEE), CHE A TEMATICHE DI CARATTERE GENERALE. LE VARIE ‘SEZIONI’, ORGANIZZATE IN CICLI SETTIMANALI, AFFRONTERANNO I SEGUENTI ARGOMENTI: CULTURA URBANA E TRASFORMAZIONE DELLA CITTA’ NELL’EUROPA DEI LUMI; LE CITTA’ CAPITALI EUROPEE TRA ANCIEN RÉGIME E RIVOLUZIONE: PARIGI, LONDRA, BERLINO E VIENNA. LE CITTÀ DELL’OTTOCENTO EUROPEO FRA NEOCLASSICISMO, ECLETTISMO E INDUSTRIALIZZAZIONE; REGENT STREET E RUE DE RIVOLI, MODELLI DI RIFERIMENTO PER IL PROGETTO DELLA CITTÀ OTTOCENTESCA; I GRANDI ‘PIANI’ DELLE CITTÀ CAPITALI: LA PARIGI DI HAUSSMANN, VIENNA E IL RING, BARCELLONA ED IL PLAN CERDA’, BERLINO ED AMSTERDAM, LA ROMA DI VIVIANI; LA ‘CITTÀ INDUSTRIALE’. GARDEN CITY E CIUDAD LINEAL. LA RIFLESSIONE CRITICA SULLA CITTÀ TRA OTTOCENTO E NOVECENTO, DA CAMILLO SITTE AI ‘DISURBANISTI’ SOVIETICI E A BROADACRE CITY DI FRANK LLOYD WRIGHT, FINO ALLE NUOVE CITTÀ DI FONDAZIONE DEL REGIME FASCISTA. LE CORBUSIER E LA “METROPOLI MODERNA”. LA NASCITA DELLA DISCIPLINA URBANISTICA NELL’ITALIA DEL NOVECENTO E IL TRAMONTO DEL PROGETTO URBANO, DALLA LEGGE URBANISTICA DEL 1942 ALLA RICOSTRUZIONE POST-BELLICA.
( testi)
Libri, saggi e ogni altro materiale didattico che di volta in volta si riterrà necessario per seguire lo svolgimento del corso. In particolare, per lo studio della città moderna e contemporanea sono consigliati i seguenti testi:
B. GRAVAGNUOLO, La progettazione urbana in Europa. 1750-1960. Storia e teorie, Roma-Bari, Laterza, 1997 P. SICA, Storia dell'urbanistica. Il Settecento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ID., Storia dell'urbanistica. L'Ottocento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ID., Storia dell'urbanistica. Il Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ITALO INSOLERA, Roma Moderna, Un secolo di Storia Urbanistica 1870-1970, Torino, Einaudi, 1993.
Si consiglia inoltre la consultazione di: M. TAFURI, F. DAL CO, Architettura Contemporanea, Milano, Electa, 1976, capp. 2, 3, 11, 14, 15. P. SICA, Antologia di urbanistica. Dal Settecento a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1981. L. BENEVOLO, Storia della città. 4. La città contemporanea, ed. Roma-Bari, Laterza, 1993, capp. 1, 2, 4. G. SIMONCINI, La città nell'età dell'Illuminismo. Le capitali italiane, Firenze, Olschki, 1996. G. ZUCCONI, La città dell’Ottocento, Roma-Bari, Laterza, 2001. B. SECCHI, La città del ventesimo secolo, Roma-Bari, Laterza, 2005. G. CURCIO, La città del Settecento, Roma-Bari, Laterza, 2008. L. SPAGNOLI, Storia dell’urbanistica moderna. 1. Dal Rinascimento all’età delle Rivoluzioni (1400-1815), capp. 8-13, Bologna, Zanichelli, 2008.
|
2
|
ICAR/18
|
25
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
21002137-2 -
PARTE II
-
Erogato presso
21002137-2 PARTE II in ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE URBANA LM-4 ANGELUCCI FEDERICA
( programma)
Il corso tende a fornire approfondimenti per la conoscenza della storia della città moderna e contemporanea, attraverso alcune ‘sezioni’ individuate all'interno del periodo compreso tra la metà del XVIII secolo e la metà del XX secolo. L’attenzione del corso sarà rivolta ad esplorare sia l’assetto urbano di particolari città (con speciale riguardo ad alcune capitali europee), che a tematiche di carattere generale. le varie ‘sezioni’, organizzate in cicli settimanali, affronteranno i seguenti argomenti: cultura urbana e trasformazione della città nell’Europa dei lumi; le città capitali europee tra ancien régime e rivoluzione: Parigi, Londra, Berlino e Vienna. Le città dell’Ottocento europeo fra neoclassicismo, eclettismo e industrializzazione; Regent Street e Rue de Rivoli, modelli di riferimento per il progetto della città ottocentesca; i grandi ‘piani’ delle città capitali: la Parigi di Haussmann, Vienna e il Ring, Barcellona ed il plan cerda’, Berlino ed Amsterdam, la Roma di Viviani; la ‘città industriale’. Garden city e ciudad lineal. La riflessione critica sulla città tra Ottocento e Novecento, da Camillo Sitte ai ‘disurbanisti’ sovietici e a broadacre city di Frank Lloyd Wright, fino alle nuove città di fondazione del regime fascista. Le Corbusier e la “metropoli moderna”. La nascita della disciplina urbanistica nell’Italia del Novecento e il tramonto del progetto urbano, dalla legge urbanistica del 1942 alla ricostruzione post-bellica.
( testi)
B. GRAVAGNUOLO, La progettazione urbana in Europa. 1750-1960. Storia e teorie, Roma-Bari, Laterza, 1997 questo testo andrà necessariamente integrato da:
P. SICA, Storia dell'urbanistica. Il Settecento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ID., Storia dell'urbanistica. L'Ottocento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ID., Storia dell'urbanistica. Il Novecento, Roma-Bari, Laterza, 1981. ITALO INSOLERA, Roma Moderna, Un secolo di Storia Urbanistica 1870-1970, Torino, Einaudi, 1993.
Si consiglia inoltre la consultazione di: M. TAFURI, F. DAL CO, Architettura Contemporanea, Milano, Electa, 1976, capp. 2, 3, 11, 14, 15. P. SICA, Antologia di urbanistica. Dal Settecento a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1981. L. BENEVOLO, Storia della città. 4. La città contemporanea, ed. Roma-Bari, Laterza, 1993, capp. 1, 2, 4. G. SIMONCINI, La città nell'età dell'Illuminismo. Le capitali italiane, Firenze, Olschki, 1996. G. ZUCCONI, La città dell’Ottocento, Roma-Bari, Laterza, 2001. B. SECCHI, La città del ventesimo secolo, Roma-Bari, Laterza, 2005. G. CURCIO, La città del Settecento, Roma-Bari, Laterza, 2008. L. SPAGNOLI, Storia dell’urbanistica moderna. 1. Dal Rinascimento all’età delle Rivoluzioni (1400-1815), capp. 8-13, Bologna, Zanichelli, 2008.
|
2
|
ICAR/18
|
25
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21010018 -
STRATEGIE PROGETTUALI PER LA PREVENZIONE INCENDI
(obiettivi)
Il corso, finalizzato alla iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell’Interno - di cui all’art. 4 del Decreto del Ministero dell’Interno 5 agosto 2011 - si pone l’obiettivo di fornire ai futuri professionisti le principali indicazioni metodologiche per definire, fin dalla fase ideativa, i requisiti di sicurezza antincendio integrati con gli altri requisiti di progetto.
-
SIMONETTI ALFREDO
( programma)
Il corso si articola in tredici moduli formativi, non modificabili in termini di numero ed argomenti. In relazione alla complessità degli argomenti trattati è stato previsto, per alcuni moduli, un test di verifica di apprendimento, a carattere didattico e non valutativo, la cui modalità di espletamento verrà stabilita dal docente in raccordo con la direzione del corso. Inoltre, al termine dei moduli 10, 11, 12 i discenti devono confrontarsi con la predisposizione di un progetto di prevenzione incendi sotto la guida del docente. Complessivamente il percorso formativo minimo è di 120 ore. Resta ferma la facoltà del soggetto organizzatore, in relazione a specifiche esigenze territoriali e/o di comparto, di inserire ulteriori argomenti o approfondire quelli previsti nei singoli moduli, per una durata complessiva maggiore. La frequenza delle lezioni ha carattere obbligatorio e non possono, pertanto, essere ammessi a sostenere l’esame finale i discenti che abbiano maturato assenze superiori al 10% delle ore complessive di durata del corso stesso. Ai fini del raggiungimento del monte ore minimo per l’ammissione all’esame finale, il soggetto organizzatore del corso può prevedere, prima dell’esame, moduli didattici integrativi per i discenti aventi necessità. Parte del corso è destinata all'acquisizione delle nozioni di più frequente applicazione che connotano la sicurezza antincendio delle attività soggette ai procedimenti di prevenzione incendi. Tale obiettivo viene raggiunto con lo svolgimento dei moduli 11 e 12, nei quali i professionisti, oltre ad approfondire la conoscenza delle regole tecniche, si confrontano, mediante esercitazioni pratiche, con l'adeguamento degli edifici ai requisiti richiesti dalle specifiche regole tecniche. I tredici moduli che compongono il corso trattano i seguenti argomenti: 1. Obiettivi, direttive, legislazione e regole tecniche di prevenzione incendi 2. Fisica e chimica dell’incendio 3. Tecnologia dei materiali e delle strutture di protezione passiva 4. Tecnologia dei sistemi e degli impianti di protezione attiva – Sicurezza degli impianti tecnologici 5. Valutazione del rischio incendio e Gestione della sicurezza antincendio 6. Procedure di prevenzione incendi 7. Approccio ingegneristico e sistema di gestione della sicurezza 8. Sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro 9. Attività a rischio di incidente rilevante 10. Progettazione in mancanza di regole tecniche 11. Progettazione in presenza di regole tecniche - Attività di tipo civile 12. Progettazione in presenza di regole tecniche - Attività di tipo industriale 13. Visita presso una attività soggetta
( testi)
La bibliografia ed il materiale didattico verrà fornito durante il corso.
|
8
|
ICAR/12
|
120
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21010019 -
PROGETTO DELL'ABITAZIONE E SPERIMENTAZIONE EDILIZIA
(obiettivi)
L'obiettivo del Corso è stimolare riflessioni e ragionamenti sulla relazione tra il progetto della casa e le esperienze innovative -più o meno discontinue nella pratica contemporanea- introdotte nei metodi di progettazione, nelle tecnologie e nelle soluzioni costruttive. A partire dalla illustrazione di casi di studio estratti dall'attività di maestri dell'architettura della seconda metà del '900, verranno affrontati tra gli altri, i seguenti temi: 1-l'unità di vicinato nei progetti di co-housing. 2-la riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica nei comparti in regime di affitto e di proprietà. 3-costruire per l'emergenza nei contesti poveri del mondo. 4-regole costruttive, prefabbricazione, flessibilità. 5-progetti sperimentali ai fini del contenimento energetico. 6-trasformabilità dell'abitazione e modelli insediativi. 7-analisi di edifici-prototipo significativi. Il corso si svolgerà esclusivamente sulla base di lezioni. Per l'estensione della materia affrontata i testi di riferimento sono numerosi e verranno comunicati in relazione allo svolgimento dei diversi capitoli della trattazione.
-
VIDOTTO ANDREA
( programma)
Negli Obiettivi sono già stati anticipati i contenuti del programma. Si può aggiungere che il corso si articola in lezioni predisposte in modo da prevedere, dopo le enunciazioni e l'illustrazione degli argomenti da parte del docente, un dibattito con gli studenti che sono invitati ad intervenire su aspetti specifici in modo da svolgere l'approfondimento del tema nel secondo tempo della lezione. Aprire in modo continuo una interlocuzione con gli studenti ha lo scopo di introdurre i temi elencati anche in ordine diverso da quanto enunciato, attribuendo pesi differenziati in relazione alla domanda. Una esemplificazione relativa agli aspetti della trasformazione e trasformabilità dell'abitazione ne vede l'illustrazione di un caso da manuale, come il progetto PREVI LIMA del 1968/73, (vedi "El Tiempo Construye" a cura di tre architetti cileni) che apre ad Elemental di Aravena, al tema della configurazione del tessuto urbano in quelle latitudini, per arrivare attraverso la genealogia del "Mat building" alle variegate formulazioni teoriche del Team 10 (vedi monografia) ed approdare, toccando le esperienze di Bakema e van der Broek, Giancarlo de Carlo, Ralph Erskine, (+Klas Tham di Bo 01 a Malmoe) alla casistica progettuale di Herman Hertzberger e alle sfide dell'adeguamento funzionale, strutturale e formale di alcuni dei suoi più originali progetti. ("Space and the Architect" / "Articulations") Si potrà chiudere il cerchio, in questo caso, ripoggiando i piedi per terra con l'aiuto di "The city at eye level" che aiuta a guardare alla città e alla qualità dei suoi edifici concentrandosi sull'attacco a terra e sulla riqualificazione dello spazio urbano per eccellenza che è la strada. In questo modo, con aperture e deviazioni e concatenazioni e sequenze a "matrioska" si intende comunicare agli studenti, in modo dinamico, la riflessione su alcune delle questioni importanti della pratica del progetto contemporaneo riguardante l'abitare.
( testi)
La bibliografia verrà dettagliata alla fine di ogni lezione.
|
4
|
ICAR/14
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ITA |
|
21010024 -
BUILDING STRUCTURE
(obiettivi)
Acquisition of basic knowledge about the mechanical behavior of the main building materials and of the main elements and structural systems made with them. Methods and tools for structural safety, such as to allow the designing of medium-sized new buildings and the assessment of existing ones. Topics include: classification and modeling of the actions, properties of building materials (masonry, concrete, steel and wood), behavior of structural elements (beams, columns, walls, arches and vaults).
|
8
|
ICAR/09
|
100
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
21010025 -
DESIGN STUDIO
(obiettivi)
To provide the tools for the preparation of a medium-sized project and of medium complexity and with particular regard to the size and configuration of the space, from the volumetric definition of the entire complex, to the relations with the context and the definition of the structural relationship in the typological and spatial choices. The course is also aimed to teach the principle of indissolubility between plan, teaching intentions, tectonics, subject and location.
|
8
|
ICAR/14
|
100
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
21010023 -
HISTORY OF ARCHITECTURE
|
|
|
21010023-1 -
Part I 4 cfu
|
4
|
ICAR/18
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
21010023-2 -
Part II 4 cfu
|
4
|
ICAR/18
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
21010022 -
RESTORATION LABORATORY
|
|
|
21010022-1 -
Part I 4 cfu
|
4
|
ICAR/19
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
21010022-2 -
Part II 4 cfu
|
4
|
ICAR/19
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Attività formative a scelta dello studente (art.10, comma 5, lettera a)
|
ENG |
|
Gruppo opzionale:
COMUNE Orientamento unico LINGUA UE - (visualizza)
 |
4
|
|
|
|
|
|
|
|
|
20202021 -
IDONEITA LINGUA - INGLESE
(obiettivi)
Consentire allo studente di conseguire un attestato di conoscenza di una lingua dell'UE di livello intermedio B1, per quanto attiene alle capacità di comunicare in forma scritta e orale
|
4
|
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Per la prova finale e la lingua straniera (art.10, comma 5, lettera c)
|
ITA |
|
20202024 -
IDONEITA LINGUA - TEDESCO
(obiettivi)
Consentire allo studente di conseguire un attestato di conoscenza di una lingua dell'UE di livello intermedio B1, per quanto attiene alle capacità di comunicare in forma scritta e orale.
|
4
|
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Per la prova finale e la lingua straniera (art.10, comma 5, lettera c)
|
ITA |
|
20202022 -
IDONEITA LINGUA - FRANCESE
(obiettivi)
Consentire allo studente di conseguire un attestato di conoscenza di una lingua dell'UE di livello intermedio B1, per quanto attiene alle capacità di comunicare in forma scritta e orale
|
4
|
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Per la prova finale e la lingua straniera (art.10, comma 5, lettera c)
|
ITA |
|
20202023 -
IDONEITA LINGUA - SPAGNOLO
(obiettivi)
Consentire allo studente di conseguire un attestato di conoscenza di una lingua dell'UE di livello intermedio B1, per quanto attiene alle capacità di comunicare in forma scritta e orale.
|
4
|
|
50
|
-
|
-
|
-
|
Per la prova finale e la lingua straniera (art.10, comma 5, lettera c)
|
ITA |
|