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Docente
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RANZATO MARCO
(programma)
rotturaforma è una proposizione ambigua e provocatoria. rotturaforma è la lente per osservare l’urbano. rotturaforma è il sottotitolo del corso Critica dell’Urbano. Alla assonante e più nota forma urbis severiana, il cui intento era ‘tratteggiare’ sulla pietra la forma della città di Roma a partire degli elementi architettonici che la componevano, rotturaforma contrappone l’azione destabilizzante della rottura. Che sia la rottura a plasmare il paesaggio urbano può suonare controverso. Eppure, il territorio abitato ha spesso le sembianze del frammento. La rottura, la frattura e ciò che è deformato e difficilmente riconoscibile, è l’epitome della condizione urbana. Ma qui, con rottura, ancor prima del frammento e di ciò che rompe l’idea di figura urbana, ci si riferisce alle parti del territorio ‘rotte’ a ragione di un collasso.
Nel territorio urbanizzato la rottura è discontinuità. È perturbazione che, in quanto a-funzionale allo sviluppo corrente, offre prospettive eccentriche. È un dispositivo euristico (Graham, 2011) in grado di produrre uno scarto sul piano della conoscenza oltre che dell’esperienza. È un "luogo trasformativo" che apre a nuove possibilità di essere e abitare. È spazio entro il quale è inscrivibile un cambio di paradigma. È spesso marginale e, se non è marginale, genera marginalità. È urbana perché non può essere altrimenti. È rivelatrice del groviglio di relazioni locali e planetarie. La rottura è una lente attraverso la quale reinterpretare il territorio abitato.
L’approccio di rotturaforma non è ‘problem-solving’. Al contrario, la posizione è apprendere da ciò che comunemente è identificato come ‘problema’. La rottura è interpretata come condizione inversamente problematica perché rivelatrice della struttura ma anche delle contraddizioni e fragilità della condizione urbana presente. Rivelando i complessi imponenti, spesso invisibili, delle infrastrutture urbane contemporanee che trasportano energia, comunicazione, trasporto e acqua, la rottura smaschera anche il controllo sociale della natura operato attraverso la tecnologia. Improvvisamente, l'acqua che straripa ci inonda, ci proteggiamo dal freddo perché l’impianto di riscaldamento è fuori uso, ricorriamo al fuoco perché l'elettricità è interrotta, e così via. La perturbazione accelera il cambiamento a cui i dati e le previsioni sul riscaldamento globale dovrebbero condurci. Per quanto inquietante, la rottura pare la più vicina opportunità per conoscere dall’interno ciò che troviamo generalmente legato a un apparato tecnologico imperscrutabile e scontato. Come finestra sui circuiti che stanno alla base delle nostre vite moderne e del nostro rapporto con la natura, la rottura è decisamente politica. Ci spinge all'azione e a cercare una nuova corrispondenza con il mondo.
Oggetto di rotturaforma sono le rotture della geografia dell’urbano romano. Quelle rotture che hanno a che vedere con l’infrastruttura, incluse le infrastrutture ambientali quali suolo e acqua. Incluse sono anche le rotture esito del cambiamento climatico.
L’ambito di rotturaforma è NO-CITY (www.no-city.org), ovvero la condizione urbana diffusa. La rottura è ubiqua e si manifesta in qualsiasi gradiente urbano, dal centro, alla periferia, alla dispersione, ai frammenti della geografia dell’urbano romano.
(testi)
Agamben, G. (2020) Gaia e Ctonia. Una Voce. Macerata: Quodlibet. https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-gaia-e-ctonia
Armiero, M. (2021) L’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale. Torino: Einaudi.
Demitry, Francesco (2022) Resistere alla barbarie. Gaia secondo Isabelle Stengers. https://operavivamagazine.org/resistere-alla-barbarie/
DeSilvey, C. (2022) A Tale of Two Slates: On Collapse and Complicity. In: Grossman, V., Miguel, C., Everyday Matters. Berlin: Ruby Press. pp- 143-155.
Diamond, Jared (2014) Collasso. Torino: Einaudi. pp. 1-11.
Forty, Adrian (2019). Structural failure: accidents waiting to happen. The Architectural Review, 1458, pp. 96-97.
Latour, B., Sunda, M. (2018) The dreamworlds of modernity are in ruins. TOO MUCH, 8, pp. 94-99.
Ghelfi, A. and Papadopoulos D. (2022) Ecological Transition: What It Is and How to Do It. Community Technoscience and Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 13-38
Graham, Stephen (2011) Disruptions. In: Gandy, Matthew (ed.) Urban Constellations. Berlin: Jovis. pp. 65-70.
Ingold, Tim (2017) What if the city were an ocean, and its building ships? In: Bradley, Sean V. (Ed.) The Evergreen: A New Season in the North. Edimburg: The World Bank.
Pellizzoni, Luigi (2022) Handle with Care Transition, Translocalism and Experimentalism for a Green Democracy. Tecnoscienza, 12 (2). pp. 39-48.
Sohn-Rethel, A. (2015) [1926] La filosofia del rotto. Buchi Neri. https://buchineri.org/2015/04/14/la-filosofia-del-rotto/
Stengers, Isabelle (2021) Nel tempo delle catastrofi. Resistere alla barbarie a venire. Torino: Rosenberg & Sellier. pp. 66-72.
von Redecker, Eva (2023) ‘Repair and revolution’. Interviewed by Alex Nehmer and Markus Krieger, The Great Repair. A catalog of practices, ARCH+, pp. 198-207
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