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Docente
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FRANCESCHINI STEFANO
(programma)
Il presente corso si concentra sul rapporto tra medicina narrativa e medical prose writing (sia fiction che non fiction) nella letteratura statunitense contemporanea. Attraverso un'accurata lettura critica di Gain di Richard Powers (1998), The Year of Magical Thinking di Joan Didion (2005) e Breathe di Joyce Carol Oates (2021), gli studenti analizzeranno le strategie mediante le quali gli autori attivano strutture di significazione che danno voce al fragile e affascinante rapporto tra sé, narrazione e malattia. Assumendo la medicina narrativa come orizzonte metodologico di riferimento, il programma si concentrerà prevalentemente sulle riflessioni teoriche di Rita Charon e di altri studiosi del campo della narrative medicine. Oltre a tali riferimenti, gli studenti faranno affidamento a un ventaglio di fonti critiche che li guiderà ulteriormente nell'interpretazione dei testi oggetto d'analisi relativamente al rapporto tra paziente, famigliare e patologia. Questa selezione di testi consente uno studio preliminare, ma sufficientemente esaustivo, su come la letteratura (con particolare riferimento alla scrittura in prosa) riesca a veicolare il complesso sistema di emozioni legate alla gestione della malattia. Gli studenti saranno pertanto incoraggiati a considerare la letteratura non solo come tecnologia passiva di registrazione del vissuto dei personaggi e delle dinamiche al centro delle quali essi vengono posti, ma anche come discorso che privilegia la narrazione come spazio complementare di cura che accompagni e arricchisca l’esperienza clinica del paziente.
(testi)
FONTI PRIMARIE
• Richard Powers, Gain (1998, any edition) • Joan Didion, The Year of Magical Thinking (2005, any edition) • Joyce Carol Oates, Breathe (2021, any edition)
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